Omesso versamento Iva, condannato Costamagna. Il neo assessore presenta le dimissioni al sindaco

Umberto Costamagna, neo assessore, è presidente del Gruppo Call&Call attivo nei servizi di call center (Archivio)

Shock in giunta a Segrate. Umberto Costamagna ha presentato le sue dimissioni da assessore con una lettera al sindaco giovedì 25 ottobre. Poco più di due settimane dopo la nomina in giunta al posto del neosegretario del Pd segratese Francesco Di Chio con le deleghe a Lavori pubblici e Personale. Il sindaco Micheli sta valutando se accettare o meno il suo passo indietro, arrivato dopo la condanna in primo grado per omesso versamento Iva dell’azienda Call&Call, di cui è fondatore e presidente e della quale è stato a lungo amministratore delegato, negli anni 2009 e 2010. Una vicenda che risale a quasi 10 anni fa e che sembrava archiviata, anche in virtù di alcune pronunce precedenti che avevano chiuso senza conseguenze casi del tutto simili.

«PRONTO AL PASSO INDIETRO PER EVITARE STRUMENTALIZZAZIONI»

“Caro Paolo, (…) avere un assessore condannato (sia pure in primo grado, sia pure a una pena inferiore a quanto previsto dalla Severino, sia pure per un reato causato da una scelta che ha voluto favorire i lavoratori prima dello Stato) penso possa essere un pretesto per rallentare il tuo lavoro e quello dell’amministrazione intera”, ha scritto Costamagna al sindaco poche ore dopo la notizia della condanna in una lettera resa nota ieri sera in Consiglio comunale. «Per questo motivo ti rassegno le mie dimissioni da assessore e mi rimetto alla tua valutazione. E ribadisco: orgoglioso di aver privilegiato #primailavoratori!”. Costamagna non vuole che questa vicenda sia un pretesto per eventuali scontri interni alla maggioranza e per questo ha dato la sua disponibilità al passo indietro, ora tocca al sindaco capire come muoversi.

LA VICENDA

Una sentenza, quella del Tribunale di La Spezia (dove ha sede la società di Costamagna) che “sorprende, anche perché proprio da lì erano arrivate decisioni che avevano assolto imprenditori che, in buona fede e per evidente impossibilità finanziaria, avevano posposto anche oltre i termini il pagamento del dovuto”, si legge in una nota della Call&Call. Un anno e 4 mesi con la condizionale, ma Costamagna ha subito preannunciato il ricorso in appello. “Non si tratta di un’omissione di dichiarazione, che è sempre stata fatta regolarmente – si legge nella nota – quanto di un’impossibilità di pagamento intervenuta a seguito di una crisi di liquidità. Il debito complessivo era di poco più di 3 milioni di euro e di quest’importo l’azienda, nel tempo, ha già saldato oltre un milione e concordato con l’agenzia delle Entrate una transazione fiscale che ha portato a uno stralcio di quel debito”.

IL SINDACO: DECIDERÒ NELLE PROSSIME ORE

Ora si aspetta la decisione del sindaco Micheli, che è chiamato a gestire una grana inattesa, arrivata davvero a stretto giro rispetto a un rimpasto che ha tenuto banco, in casa Pd e a Segrate nel suo complesso, per quasi 5 mesi. «Approfondirò la vicenda nelle prossime ore e non escludo che potrei accettare le dimissioni di Costamagna – ha detto il sindaco giovedì sera in Consiglio comunale – da quanto è emerso da un primo confronto comunque la sua azienda si trovò in una crisi di liquidità e Umberto invece di scaricare il peso della crisi sui lavoratori se ne fece carico personalmente: sono orgoglioso di aver incontrato un uomo e un imprenditore così coraggioso ed esprimo piena solidarietà e stima nei suoi confronti. Mi confronterò con lui e con la maggioranza e prenderemo una decisione».

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