Videosorveglianza, il piano del Comune

Videocamere dovrebbero essere installate sulle strade di accesso della città di Segrate

Un sistema di videosorveglianza innovativo, sfruttando la fibra ultraveloce, per controllare gli accessi e i punti sensibili di Segrate. Con l’installazione di nuovi dispositivi e il riordino delle telecamere esistenti in modo da poter contare su un sistema omogeneo ed efficiente di monitoraggio del territorio. Sono i contenuti del piano che la giunta ha affrontato la scorsa settimana, varando una prima bozza di programma su uno dei punti più caldi del dibattito cittadino, non per niente incluso dal sindaco lo scorso anno tra gli obiettivi della seconda parte del suo mandato.

A confermarlo è stato lo stesso sindaco Paolo Micheli che il Giornale di Segrate ha interpellato in merito agli episodi di furti e rapine registrati negli ultimi giorni, con l’inevitabile strascico di polemiche. «Investiremo 500mila euro nella videosorveglianza ed entro la fine dell’anno conto di portare a termine la prima parte del programma che prevede l’installazione di un sistema di controllo dei varchi d’accesso alla città», ha spiegato il sindaco. Che ha gettato acqua sul fuoco in merito agli allarmi sulla sicurezza – in particolare arrivati dai residenti di Milano 2 – ma ha confermato l’impegno per l’investimento in tecnologia. «A Segrate non c’è un’emergenza, sono i numeri in nostro possesso a certificarlo – ha spiegato Micheli – tuttavia esiste un problema di percezione, amplificato purtroppo dai social network. L’arrivo della fibra ottica ci consente comunque di investire su sistemi moderni di sorveglianza che assieme alle altre azioni già messe in campo, come il patto per la sicurezza della Martesana, garantiranno un controllo ancora più efficace del territorio». 

Il primo step del piano di videosorveglianza in gestazione in via 1° Maggio prevede il controllo di tutti i punti di accesso e uscita di Segrate, che sono una ventina, con telecamere a riconoscimento di targa. Un sistema che permetterebbe alla polizia locale di sapere chi entra ed esce dalla città, utile per multare i mezzi che non rispettano il divieto di transito in alcune zone (ad esempio quello per i camion al Villaggio Ambrosiamo, in via Monzese o nel quartiere Mulini) ma soprattutto per identificare eventuali mezzi sospetti e individuare istantaneamente i veicoli rubati.

Dopo questa prima fase, realizzabile grazie alla posa della fibra ottica e al collegamento a uso pubblico di punti del territorio prescelti dall’amministrazione, il programma prevederebbe il riordino delle telecamere “di contesto”, che sono più di cento sulle vie cittadine ma che scontano problematiche di collegamento con il “cervellone” della centrale operativa della polizia locale. «Stiamo redigendo un nuovo piano di riassetto», ha spiegato Micheli che intanto, assieme alla giunta, sta lavorando a una convenzione col Supercondominio di Milano 2 sulla scorta di quella già fatta con San Felice per la condivisione di telecamere utili a identificare eventuali reati. Un disegno che dovrebbe prevedere anche l’utilizzo di videotrappole da posizionare nei luoghi più soggetti ad atti di vandalismo. 

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