Idroscalo: da “mare dei milanesi” … a Central Park!

Uno scorcio della animata spiaggia di punta dell'est

Come sarà l’Idroscalo nei prossimi anni? Oasi naturalistica, certo. Ma anche realtà viva, vitale, ricca di eventi e attività, che diventi polo attrattivo per i milanesi anche più ritrosi.

«Perché quello che vogliamo cambiare è la PERCEZIONE dell’Idroscalo, un bacino d’acqua unico al mondo circondato da un parco meraviglioso».

Parola di Federico Figini, fresco di nomina – da sponda segratese – nel Consiglio d’amministrazione del nuovo ente creato ad hoc dalla proprietaria, Città metropolitana, per garantire autonomia ed efficienza alla gestione  dell’Idroscalo. Figini, 29 anni, già candidato sindaco a Segrate nel 2015 con una lista civica (I like Segrate) e a Palazzo Marino più tardi con Parisi per un posto da consigliere, di mestiere si occupa di marketing. E all’interno del Cda è stato delegato alla promozione e alla comunicazione con un occhio di riguardo a iniziative e partnership.

Federico Figini, segratese, nel Cda di Idroscalo

Qual è la sua “visione” per l’Idroscalo?

«L’obiettivo del mandato è il rilancio di Idroscalo e in questa ottica sarà importante superare la tradizionale visione di un parco visto come lontano e poco interessante per chi abita in città – dice Figini – le potenzialità sono enormi e dovremo lavorare sull’offerta sportiva e ricreativa, sugli eventi e sulla mobilità, perché Idroscalo è allo stesso tempo vicino ma… lontano». 

Cosa significa cambiarne la “percezione”?

«C’è un problema di percezione, come quella radicata di “mare dei milanesi” con una connotazione un po’, diciamo, fuori moda, che non rende merito alla straordinaria bellezza del parco, molto meglio pensarlo come un “Central Park”».

Com’è la situazione attuale?

«Il parco oggi, dopo anni difficili di mancanza di risorse, è in ottime condizioni: il verde è curato e ci sono diversi operatori che offrono proposte di divertimento e sport: pensi che sono ben 22 le discipline praticabili, molte durante tutto l’anno. È doveroso ringraziare il direttore Di Cataldo e il suo team per il lavoro svolto finora, in condizione anche difficili, che ci consegna un Idroscalo in ottima forma e pronto per cambiare marcia». Merito anche della sponsorizzazione del Gruppo Cap, che garantisce la manutenzione del parco e la pulizia delle acque.

Punterete sulle sponsorizzazioni?

«La collaborazione con i privati sarà una delle guide per il rilancio, abbiamo già iniziato questo lavoro con una serata dedicata alle aziende che ha visto la partecipazione di più di cento amministratori delegati e responsabili marketing: in un momento in cui le risorse pubbliche sono sempre più esigue, il coinvolgimento dei privati con progetti di qualità sarà fondamentale. Penso anche a eventi di grande respiro, un po’ come ai tempi dell’Idropark Fila, quanto Cesare Cadeo portò qui concerti e spettacoli con artisti tra i più importanti al mondo». 

Certo che i collegamenti continuano  a essere un problema…

«Un’altra linea guida è infatti quella legata all’accessibilità di Idroscalo: si trova a 15 minuti da Milano ma è considerato lontanissimo dalla città. Ecco, la creazione di percorsi ciclabili come quello da via Corelli o attraverso il Forlanini, così come il collegamento con la futura fermata della metrò a Linate, saranno strategici».

Quale sarà il ruolo di Segrate?

«Segrate è rappresentata nel Cda e sarà sempre coinvolta, inoltre lo sviluppo del parco porterà anche effetti positivi sul territorio, oltre alle sinergie con aziende e associazioni». 

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