Mondiali delle Università: in campo due segratesi

Da sinistra Edoardo Lanzotti, attaccante della Fulgor Segrate e l'allenatore Stefano Devita. Entrambi partiranno per la Cina

Ci sono anche due segratesi nella delegazione dell’ateneo milanese Iulm, il solo a rappresentare l’Italia ai prossimi Campionati del Mondo universitari di calcio maschile che si terranno nella città di Jingjiang, in Cina, dal 21 novembre al 1 dicembre. Tra i diciotto atleti della spedizione che partirà il 18 novembre, tre giorni prima dell’inizio del torneo organizzato dalla Federazione Internazionale degli Sport Universitari (FISU), ci saranno Edoardo Lanzotti del Villaggio Ambrosiano, classe 1997, prima punta della Fulgor Segrate che milita nel campionato di Seconda categoria e l’allenatore della squadra Stefano Devita di Lavanderie, 23 enne, un trascorso da calciatore nell’Ac Segrate, entrambi prossimi alla laurea in Relazioni Pubbliche e Comunicazione d’Impresa.

«È stato del tutto inaspettato, all’inizio pensavamo fosse uno scherzo – ha raccontato al Giornale di Segrate Lanzotti – Non avrei mai pensato di poter partecipare a un’esperienza di questo genere. Ci aspettiamo un torneo difficilissimo nel quale dovremmo mettere tutti noi stessi, anche oltre … Le squadre che andiamo ad affrontare (Brasile, Corea del Sud ed Ucraina n.d.r) si allenano insieme da tanti anni e hanno passato diversi turni di qualificazione per approdare al Mondiale». «È un evento in cui l’Università Iulm crede fortemente per il ruolo formativo dello sport e nella sua rilevanza per la formazione, la crescita e lo sviluppo professionale e personale degli studenti», ha dichiarato il rettore Gianni Canova. E che richiede una grande preparazione fisica e mentale. «Le aspettative dell’università sono molte alte – continua Lanzotti – Abbiamo fatto la preparazione estiva insieme e ci stiamo allenando dalle due alle tre volte a settimana».

A guidare la squadra in panchina il coach più giovane dell’intero Mondiale. «Nel passato ho allenato i Pulcini – spiega Stefano Devita – La squadra universitaria, invece, è partita come un gioco: ho preso da due anni questo incarico e mai mi sarei aspettato di arrivare fino a questo punto. La difficoltà più grande? Sicuramente non è facile allenare miei coetanei, ma sono molto felice dei ragazzi che sia umanamente che calcisticamente parlando hanno sempre dato il massimo». Il torneo, che vedrà la partecipazione di 16 squadre provenienti da tutto il mondo, si svolgerà in 14 nuovi stadi, il più grande da 40mila posti con tutte le partite – che si potranno seguire anche in Italia in streaming – che hanno già registrato il tutto esaurito. «Siamo pronti, non vediamo l’ora di partire – conclude Devita – Avremo la possibilità di vivere una straordinaria esperienza sportiva di livello internazionale confrontandoci con altre realtà e culture».

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