Coronavirus, nessun caso a Segrate. Verifiche su un paziente visitato da un medico di famiglia

Nessun caso di residenti di Segrate contagiati da coronavirus. Questo il dato ufficiale emerso giovedì 5 marzo dall’ultima comunicazione di ATS al sindaco Paolo Micheli, aggiornato quotidianamente dai vertici sanitari territoriali così come tutti i primi cittadini della Martesana, dove sono saliti da lunedì i numeri dei tamponi positivi al covid-19.

Ha fatto però il giro dei gruppi social segratesi il cartello esposto lunedì 2 marzo sulla porta del medico di famiglia Marco Mazzoni, con studio a Redecesio, in cui informa di essere in “isolamento domiciliare precauzionale per essere entrato in contatto (protetto con i dispositivi di protezione individuale) con un assistito al suo domicilio, risultato poi positivo al coronavirus“.

Ovviamente la notizia, che dunque riguarderebbe il primo caso di coronavirus in città – che finora non ha riscontri ufficiali nelle comunicazioni di Ats, ma sul quale il sindaco sta effettuando verifiche presso l’ospedale dove il paziente risulta ricoverato – ha scatenato commenti, domande, dubbi e paure sui social, tanto che oggi, giovedì 5 marzo, il dottore, che da 32 anni svolge la professione a Segrate, ha deciso di pubblicare proprio online una lettera aperta per spiegare la dinamica dell’accaduto.

Giovedì 27 febbraio mi sono recato al domicilio di un mio assistito che presentava febbre e tosse da da qualche giorno. Non riferiva contatti con persone con sospetto contagio da coronavirus. Seguendo le disposizioni emanate dalla nostra ATS ho indossato i dispositivi di protezione necessari (guanti, mascherina e occhiali che indosso normalmente). La durata della vista non ha superato i 10 minuti ed io non ho avuto contatto diretto con la cute del paziente, ma solo tramite il fonendoscopio che poi ho disinfettato e riposto nella sua custodia. Uscito di casa ho cestinato immediatamente i dpi monouso. Il giorno dopo il paziente aveva avuto un peggioramento dei sintomi, e come da disposizioni regionali l’ho consigliato di chiamare il 118. E’ stato portato all’ospedale pertinente del territorio per gli accertamenti del caso. Il referto del tampone faringeo (che può essere effettuato solo in Ospedale e non dai Medici di Base) risultato positivo al coronavirus è arrivato sabato sera, ed il paziente è stato trasferito immediatamente in reparto infettivi in altra sede dello stesso ospedale. Domenica 1 marzo mattina ho contattato personalmente il paziente che mi riferiva dell’accaduto. A questo punto, dopo aver chiamato i vari 112, numero della regione Lombardia e finalmente il numero dedicato della nostra ASST, l’operatrice mi ha messo in isolamento precauzionale fino al 13 Marzo. Lunedì 2 marzo ho contattato un dirigente Asl per chiedere un sostituto, visto che nessuno dei miei conoscenti sostituti poteva effettuare la sostituzione. Non avendo nessun sostituto da proporre mi veniva pertanto confermato di restare in isolamento e di indirizzare gli assistiti verso gli studi dei medici miei associati di Segrate, che si sono resi disponibili. Lunedì mattina ho fatto esporre il cartello che ormai conoscete tutti. Per trasparenza ed onestà verso i miei assistiti ho volutamente reso noto il motivo di questa assenza improvvisa e l’impossibilità di poter incaricare un sostituto. Ho attivato una sim telefonica dedicata a fornire assistenza telefonica per poter parlare personalmente con ogni assistito che avesse bisogno di chiarimenti su quello che stava succedendo, visto il terrore sparso dai mezzi di comunicazione. Da martedì 3 mattina ho installato a casa il sistema operativo che mi permette di inviare ricette e certificati per via telematica, così la maggior parte dei pazienti non si deve recare in altri ambulatori medici evitando ulteriori contatti. Rispondo al numero di telefono che avete visto nel cartello dalle 8 alle 22 , sia per rispondere alle domande degli assistiti allarmati sia per dare consigli medici, sia per ricevere solidarietà che non è certo mancata

Oggi, giovedì 5 marzo, il bollettino ATS non riportava però alcun caso a Segrate. Da qui il perché fino ad oggi nessuna comunicazione ufficiale è avvenuta sui canali istituzionali comunali. Le motivazioni per cui l’assistito del dottore non rientra nei casi finora segnalati potrebbero essere legate alla residenza formale della persona o ad ulteriori accertamenti in corso. Già domani potrebbero esserci ulteriori chiarimenti.

Intanto salgono i casi in Martesana. Oggi, giovedì 5 marzo, sono arrivate le conferme di cittadini risultati positivi a coronavirus da alcuni Comuni vicini a Segrate: Pioltello, Vimodrone, Cologno Monzese, Cernusco sul Naviglio, Carugate, Melzo, Gorgonzola, Peschiera Borromeo oltre purtroppo al primo decesso riconducile all’infezione da covid-19, vittima un anziano residente a Inzago. Da martedì 3 marzo, con cadenza giornaliera, ATS informa i sindaci di eventuali casi di contagio verificati sui rispettivi territori.

 

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