“La festa cittadina ci sarà”, a tu per tu con l’assessore alla Cultura. Sul ritorno in classe: “Spero senza mascherine”

L'assessore alla Cultura Gianluca Poldi durante una lettura online pubblica nel periodo di lockdown

Come cambierà  il mondo della cultura a livello locale e non solo? La cultura è stata anch’essa una delle vittime del virus. Gli artisti hanno fatto di tutto per rendere meno duro il lockdown condividendo sui social la loro arte, i migliori musei hanno reso fruibili le loro opere con la realtà virtuale, le biblioteche hanno moltiplicato l’offerta digitale, ma è stata dura lo stesso, soprattutto per i lavoratori del settore. Sono migliaia le feste saltate, i festival, i concerti, gli spettacoli dal vivo e le serate di ballo. Qui a Segrate il Carnevale è stato il primo grande evento a saltare, poi è stato il turno della festa di San Vittore. Il Giro d’Italia con la vicina Cernusco che sarebbe stata città di tappa pure ci è mancato. Cascina Commenda ha interrotto la sua ricca programmazione teatrale ed è rimasta chiusa la biblioteca centrale, luogo di esposizione e ascolto, gioiello cittadino. È mancata la scuola, con la Didattica a distanza che ha dimostrato i suoi limiti e reso evidente l’importanza per i bambini di andare in classe.  Cosa succederà ora, e come evolverà l’offerta culturale in generale e in particolare a Segrate? Lo abbiamo chiesto a Gianluca Poldi, assessore alla Cultura e alla Scuola di Segrate.

Assessore, come avete reagito in questa emergenza? Quali sono state le iniziative messe in campo?

«All’inizio c’è stata la paralisi, non era chiaro cosa stesse accadendo, quali fossero gli orizzonti temporali delle restrizioni. Avevamo parecchi eventi e sono saltati tutti. Alcuni abbiamo provato a dirottarli online, altri li recupereremo dal vivo… ma si parla di luglio e settembre. Dopo lo smarrimento iniziale, sentiti tutti i lavoratori del gruppo biblioteca, abbiamo deciso di fare delle iniziative. La sfida è stata quella di aprirsi ancora di più alla cittadinanza instaurando un dialogo attivo. Abbiamo letto libri per bambini e pubblicato le “Pillole di Poesia”; il gruppo di lettura è proseguito in forma virtuale, sono state pubblicate le “Poesie dorsali”, che sono piaciute molto e abbiamo organizzato i concerti online. Abbiamo così scoperto, ma in parte già lo sapevamo, che esiste un tessuto di musicisti e artisti molto interessante nella nostra città». 

Come ci si sta organizzando per una possibile ripresa? 

«Compatibilmente con la situazione epidemiologica la nostra intenzione è riaprire tutto al più presto… per il resto speriamo che certe innovazioni rimangano. Tutti abbiamo imparato a usare i social, abbiamo usato le piattaforme come Zoom e questo apre nuove possibilità da sfruttare per l’arte e la cultura. Si spera di mantenere tutto ciò che di buono c’era prima e aggiungere queste novità». 

I prossimi eventi quali saranno?

«La mostra fotografica di Nanni Fontana, al quale abbiamo commissionato un progetto fotografico sulla Segrate odierna, verrà inaugurata a fine giugno. La scrittrice Arianna Farinelli sempre verso fine giugno sarà nostra ospite per un appuntamento online dal titolo “Pandemia, politica, democrazia. Uno sguardo internazionale”. Poi vorrei fare una piccola mostra sul futurista Fortunato Depero. A settembre poi ci sarà la festa cittadina alla quale non vogliamo rinunciare. Vogliamo tornare a guardarci in faccia in un contesto comunitario». 

Nel mondo probabilmente si assisterà a un’affermazione ancora maggiore della realtà virtuale, “l’esperienza estetica” evolverà e forse quelli che visiteranno il Louvre seduti sul divano saranno in futuro di più di quelli che lo faranno di persona. Quali sono le prospettive globali? 

Avendo visitato molti siti museali posso dire che alcuni hanno fatto davvero poco in questi mesi, e quel poco lo hanno fatto con metodi obsoleti.  “Pillole” sulla tale opera, piccoli video di presentazione… In questo senso pessimi sono stati gli Uffizi, mentre molto meglio è stata Brera. Occorre una seria riflessione su come fare cultura fuori dal museo, come uscire fra la gente… alcuni galleristi si sono inventati cose interessanti in questo senso. Un museo infatti non è solo quello che contiene al suo interno. Servono soldi per fare questa transizione e per sfruttare le nuove possibilità di fruizione rese attuali dall’emergenza. Mi auguro che ci siano meno mostre ma più curate, meglio presentate, con più studi e piattaforme utilizzate. Lo smart-working e la fruizione da remoto poi possono essere una grande occasione per i piccoli centri come il nostro».

E la scuola? È dei giorni scorsi la pubblicazione delle linee guida del comitato tecnico-scientifico da adottate nelle classi a partire da s¢ettembre…

«Le sto studiando, e in ogni caso penso sia fondamentale riaprire. La gestione degli spazi sarà molto complessa e difficile sarà il distanziamento fisico. Servirà una riorganizzazione profonda che potrebbe richiedere l’utilizzo di nuove strutture. La mascherina però la trovo forse eccessiva… se la situazione migliorerà, almeno in classe, speriamo che se ne possa fare a meno».

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