Nuovo Centro, Micheli: «Concorso è spunto di riflessione, nessun progetto in fase di avvio»

Da sinistra, il Presidente della giuria Francesco Infussi, il sindaco, l'assessore De Lotto e Steve Wood di Westfield Milan

«Il Concorso vuole essere uno stimolo, tracciare un percorso e focalizzare l’attenzione sul fatto che non serve nuova espansione, ma bisogna ripensare gli spazi esistenti al servizio della cittadinanza e lo faremo come sempre confrontandoci con la città». È il sindaco Paolo Micheli a intervenire dopo l’aggiudicazione, venerdì 31 luglio, del Concorso internazionale per la riprogettazione del centro di Segrate, anche in seguito al dibattito accesosi sui social dopo un nostro articolo che dava conto dei contenuti del progetto vincitore presentato con una conferenza stampa: la nuova scuola primaria per Segrate Centro (per mettere in pensione le “vecchie” De Amicis e Modigliani), gli spazi pubblici tra cui parchi e “viali giardino” e anche una quota di edilizia residenziale-commerciale-terziaria.

«Non sono in corso di realizzazione né in progetto palazzi di dieci piani nell’area sportiva del 25 Aprile – ha precisato il sindaco sulla sua pagina Facebook – Oggi è così: se sarà così anche domani dipende molto se dalle prossime elezioni verrà confermata una amministrazione che ha fatto della salvaguardia del territorio la sua bandiera o se tornerà ad amministrare chi voleva far “crescere” Segrate fino a 50.000 abitanti. Mi tocca iniziare così questo mio post dopo che da ieri impazzano commenti di ogni genere sull’esito di un concorse di idee urbanistiche».

Un dibattito via social network nato in merito ad alcuni contenuti del progetto vincitore – che l’amministrazione comunale ha “scoperto” per la prima volta ieri assieme ai giornalisti, dato che la valutazione era affidata a una giuria indipendente e che l’esito è stato reso noto proprio in occasione dell’evento al Verdi del 31 luglio – che prevede un mix di funzioni tra cui quella residenziale-commerciale-terziaria destinata, come specificato nel bando, a finanziare la grande dotazione di opere pubbliche che l’amministrazione comunale ha valutato complessivamente 15 milioni di euro, a partire dalla una nuova scuola primaria.

«Il concorso intitolato “Restarting community spaces – Urban Regeneration of Segrate city center“, pagato interamente da uno sponsor, è stato ideato per portare la nostra città all’interno del grande dibattito internazionale sugli spazi urbani e sull’architettura contemporanea – continua Micheli – era una gara sulla quale abbiamo posto pochi vincoli di progettazione, l’area interessata e poco altro, e assoluta libertà della commissione giudicatrice composta da professionisti di provata fama, ed entusiasmante è stato il numero di progetti presentati: ben 48 a dimostrazione dell’interesse che può suscitare il nostro territorio anche in chiave futura e futuristica: una città viva che vogliamo sviluppare in maniera sostenibile, senza ulteriore consumo».

Il progetto vincitore, ha specificato il primo cittadino, sarà “consegnato” alla prossima amministrazione comunale – si vota il prossimo 20-21 settembre – cui spetterà valutarlo ed eventualmente svilupparlo. «Speriamo che il Concorso possa essere uno spunto di riflessione e lo ribadisco: non ci sono progetti in corso o in fase d’avvio, non si costruiranno palazzi di 10 piani come ho letto».

Al centro del masterplan firmato da un team guidato dall’architetto Pierpaolo Ricatti di Vicenza, con lunga esperienza in progettazioni di edilizia scolastica, la progettazione della nuova scuola elementare. «Uno dei problemi di Segrate Centro è l’età avanzata delle due scuole primarie, la Modigliani e la De Amicis, risalente ai primi anni sessanta – ha spiegato il sindaco – Edifici molto costosi per le tante manutenzioni, energivori e non più efficienti e rispondenti alle nuove metodologie didattiche. Da qui l’idea di un nuovo Polo per i nostri studenti: centrale, facilmente raggiungibile a piedi o in bicicletta, con una palestra e un teatro in grado di ospitare anche altre realtà sportive o culturali cittadine».

L’ASSESSORE DE LOTTO: “NESSUN VOLUME NUOVO, IL CONCORSO FORNISCE DELLE IPOTESI»

A intervenire sulla questione da un punto di vista tecnico, è stato anche l’assessore all’Urbanistica Roberto De Lotto, che ha risposto ad alcuni commenti sempre sui social network specificando “l’origine” dei volumi residenziali-commerciali inseriti nel bando, per i quali i progettisti erano invitati a fare proposte sempre nell’area interessata dal Concorso:

«Il bando di concorso è stato previsto in modo che fosse economicamente sostenibile, atteso che non è intenzione della amministrazione attuale accendere mutui o fare debiti  dato che sono 5 anni che agiamo in senso opposto – la sostenibilità economica, unita all’assenza di risorse proprie, richiede che ci sia una negoziazione pubblico-privato (non speculazione ma negoziazione – non è solo un problema di parole, ma di significato: speculazione vuole dire che il privato ottiene di più di quanto sia il contributo che fornisce al pubblico, negoziazione vuol dire equilibrare le due necessità. C’è una bella differenza. Anzi, una enorme differenza); i volumi proposti per il Concorso, appositamente inseriti per verificarne l’impatto sugli spazi e sulle funzioni, non sono volumi generati in loco; Segrate è strapiena di volumi già approvati in passato che devono trovare atterraggio (quelli del Centroparco, per citare un’area): il totale supera abbondantemente i 100mila mq; per liberare dai volumi aree che dal punto di vista fruitivo e ambientale sono di grande valore, è necessario verificare progettualmente quale è il loro impatto, come possono essere disposti i volumi rispetto alle aree pubbliche e rispetto alle funzioni pubbliche (mercato e spazi collettivi): per questo, abbiamo chiesto al contesto internazionale di fare delle proposte, per effettuare valutazioni successivamente con una complessiva cognizione di causa. Nessun volume nuovo. Sono volumi che già esistono. È giusto farne atterrare una porzione in Centro (magari ipotizzando di diminuire le quantità atterrate rispetto a quelle decollate dato il maggiore valore immobiliare in centro)? Il concorso fornisce delle ipotesi. Esse verranno valutate insieme alle ipotesi dei volumi che rimangono lì dove sono. Sì confronteranno gli scenari, si effettueranno delle possibili mediazioni. Insomma, chi ci sarà al prossimo giro farà urbanistica sostenibile sapendo che esistono 48 scenari diversi progettati da professionisti provenienti da tutto il mondo.

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