Redecesio, il Bar celebra i suoi “benemeriti”: «Una pacca sulla spalla ai nostri “angeli” del Covid»

Marco Valdemi (a sinistra), titolare del Biba Bar consegna la sua "ape" a Nunzio Brognoli della Protezione civile

Sono circa 250 “apette”, come le chiama lui; 250 spille pronte a… posarsi sul petto di chi le ha meritate, di chi ha combattuto il Covid in prima linea. Marco Valdemi, titolare del Biba Bar di Redecesio, ha voluto ringraziare così (e con il caffè gratis per un anno) tutti gli eroi di questo tempo fosco.

I medici ospedalieri, gli infermieri, le varie maestranze dei nosocomi, dagli addetti alle pulizie a coloro che lavorano nelle mense; ma anche i volontari della Protezione civile e i soccorritori della Misericordia e non solo, i farmacisti. E ancora gli agenti della polizia locale, gli Alpini, l’Associazione nazionale carabinieri. Tutti coloro che, in trincea o sulle strade, sono stati protagonisti di una battaglia epocale.

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«È il mio grazie – dice Marco Valdemi – la mia pacca sulla spalla per far sentire loro la mia vicinanza. Sono stati e continuano a essere fantastici, è il minimo. Quando verranno qui da me potranno bere un caffè per ritrovare energia, a qualunque ora, in qualunque circostanza. Li aspetto tutti a braccia aperte». Un’iniziativa che ha riscosso immediato successo sui social, ha fatto il giro del web e ha conquistato tutti. L’Ape Biba 2020, questo il nome scelto per l’omaggio, sta raggiungendo tutti i benemeriti premiati dal bar di Redecesio: in tanti hanno risposto con entusiasmo all’invito di Valdemi, dal numero uno delle tute gialle segratesi Nunzio Brognoli alla governatrice della Mise cittadina Giuseppina Elli, passando per i Ragazzi di Robin (anche loro premiati per l’impegno profuso in città) e per i rappresentanti di medici, infermieri e personale ospedaliero che finora sono riusciti a ritagliarsi qualche minuto per ringraziare il Biba Bar e ritirare la loro spilla colorata e quelle dei collaboratori.

Nel plauso che molti segratesi hanno riservato all’iniziativa c’è la consapevolezza di quanto sia doverosa la gratitudine nei confronti di chi ha rischiato in prima persona, senza mai tirarsi indietro, restando sul campo nonostante i timori, le difficoltà, la solitudine in molti casi. Marco Valdemi è andato ore le parole o i post su Facebook. Un caffè al giorno gratis per un anno, con qualcuno dei premiati che ha anche cercato di dissuaderlo, di fargli capire che era già tanto il pensiero, la spilla, che non doveva andare oltre. «Non devono preoccuparsi – spiega lui – passino pure di qui ogni volta che hanno voglia o bisogno di una… ricarica. Si meritano questo e altro». Un gesto importante, del tutto condivisibile anche nella lista dei premiati, i veri soldati della guerra al Covid. Non c’è dubbio, nessun dubbio. Per nessuno o quasi.

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