«Un Pgt partecipato per accelerare la “nostra” transizione ecologica»

Sopra, l’assessore al Territorio Francesco Di Chio all’interno del Centroparco

La partita Westfield, i tanti nodi urbanistici aperti, la delega alla Transizione ecologica aggiunta al  suo “bouquet” di responsabilità all’interno della giunta Micheli. Abbiamo fatto il punto con il vicesindaco e assessore al Territorio e  alla Mobilità, Francesco Di Chio.

Il sindaco le ha conferito l’incarico alla “transizione ecologica”, sul modello del ministero creato dal premier Draghi. Che cosa significa in concreto?

«Si tratta di un ruolo di coordinamento tra i vari assessorati che per vari aspetti si occupano di ambiente, ecologia, sostenibilità. Quello della transizione ecologica è un tema che stavamo già affrontando in modo trasversale e che è prioritario nel nostro programma elettorale, che è stato ora formalizzato e messo a sistema nell’organizzazione della giunta».

Il primo annuncio, parlando di “green”, è stato quello del “Chilometro verde” sulla Cassanese.

«L’ho definito il nostro “sogno” perché trasformare l’attuale Cassanese in strada locale grazie all’apertura della Viabilità speciale, che possa fare da cerniera e non da frattura tra i quartieri, sarebbe davvero una svolta per la città. Abbiamo avviato il percorso progettuale, che coinvolgerà università, professionisti e anche cittadini e aziende del territorio».

Molto dipenderà però dal destino di Westfield, che ha confermato lo stop al progetto, cui la Cassanese Bis è legata a doppio filo.

«L’azienda si è presa tempo per immaginare quali saranno i modelli di business del settore dopo la pandemia. Il progetto non è in discussione, lo hanno ribadito più volte e lo certifica il fatto che procedono i lavori sulle infrastrutture e l’hub metropolitano».

Sempre parlando di verde, nei giorni scorsi si è riacceso il dibattito sul progetto edificatorio in via Friuli Venezia Giulia, un altro “angolo” del Centroparco dove sorgerà un  edificio a carattere commerciale.

«Ricordo che si tratta di un progetto che risale a scelte fatte in passato da chi ci ha preceduti. Abbiamo lavorato per alleggerirne l’impatto e ottenuto migliorie tra cui la superficie filtrante per i parcheggi, la piantumazione di alberi e un disegno architettonico contestualizzato nel parco. Peraltro sulla destinazione ho sentito parlare di discount… l’operatore sta discutendo con vari soggetti, ma non ci risulta l’arrivo di quel tipo di attività».

In questi giorni sta facendo discutere anche il taglio degli alberi all’interno del Golfo agricolo, che cosa sta succedendo?

«Come è noto gli alberi erano stati piantumati dalla proprietà nell’ambito di un progetto di edificazione che è stato poi bocciato riportando il terreno ad agricolo. È legittimo che l’operatore ne faccia l’uso che ritiene  compatibilmente con quella destinazione, ma è pur vero che l’intervento di i messa a dimora è stato risarcito dal Comune e che il taglio di alberi è un problema non solo politico ma anche ambientale. La salvaguardia di quell’area resta comunque per noi un obiettivo prioritario e sono due le strade percorribili».

Quali?

«Se l’area resta privata, con l’attuale destinazione agricola, faremo il possibile per vincolarla attraverso l’inserimento in un Plis (Parco locale di interesse sovracomunale). L’alternativa è che si trovi un accordo con la proprietà per spostare le volumetrie su aree già urbanizzate da riqualificare, cedendo al pubblico il Golfo agricolo sul quale si potrebbero sviluppare progetti di forestazione, ad esempio».

Intanto sono ancora diverse le criticità legate a contenziosi e volumi edificatori previsti sulla città.

«Sì, per questo vogliamo definire entro l’anno le linee guida per il nuovo Pgt che sarà la “cornice” dentro la quale risolvere una volta per tutte le problematiche legate al Pgt del 2012, in parte affrontate con la variante del 2017 che aveva però un carattere di urgenza per mettere in sicurezza importanti aree della città. Ora, senza correre, vogliamo creare un percorso partecipato e un documento innovativo sotto tuttii punti di vista, compreso un nuovo regolamento edilizio che recepisca le migliori pratiche in un’ottica di sostenibilità. Posso però già dire che tra i protagonisti ci saranno Novegro e Redecesio».

In che senso?

«Sono i quartieri più vicini a Milano e credo siano stati un po’ dimenticati dal punto di vista urbanistico. Per Redecesio abbiamo in mente un restyling di via delle Regioni, che oggi ha dimensioni molto ampie e che potrebbe essere rivista diventando elemento di unione tra i vari servizi del quartiere, cosa che oggi non è. Una sorta di “Chilometro verde” di quartiere… Il tema è portare fuori dall’abitato il traffico di attraversamento, una possibilità legata proprio allo sviluppo dell’area Nord della frazione».

E Novegro?

«Già oggi stiamo lavorando sull’oppportunità di Cascina bruciata, per riqualificare quella zona del quartiere. L’area della Rivoltana è sicuramente da valorizzare e sarà al centro della preogettazione dei prossimi anni per non parlare della zona Sud, che con l’arrivo della metropolitana e il progetto del Grande Parco Forlanini sarà senz’altro protagonista».

Il Quartiere della Stazione ha subito un altro stop, nonostante gli annunci degli ultimi anni.

«La buona notizia è che il Village è stato rilevato da un altro fondo interessato a ripartire subito con la realizzazione delle opere pubbliche da troppi anni incompiute. Il Comune c’è e vigilerà sull’attuazione del cronoprogramma».

E l’ex Boffalora, oggi Milano4You?

«Abbiamo approvato la variante che permette all’operatore di intervenire su lotti distinti in modo più graduale. Siamo nell’anno della progettazione, la pandemia non aiuta ma al momento siamo nei tempi previsti».

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