Cassanese Bis, la Regione spinge per aprire. L’assessore Di Chio: «Bisogna gestire il traffico»

I cartelli stradali posizionati all'accesso della nuova "tangenziale" segratese

Il primo tratto pronto a entrare in servizio: c’è l’ipotesi di apertura della strada nel tronco tra la tangenziale e via Giotto, ma il Comune chiede verifiche sui flussi di traffico

Sarà una due giorni decisiva per la partita legata al destino immediato del “tratto giallo” della Viabilità speciale (o Cassanese Bis). La strada è ormai pronta e, dopo i collaudi che saranno effettuati in estate, potrà aprire. E Serravalle e Regione Lombardia spingono perché ciò accada, mentre il Comune di Segrate è contrario. In via Primo Maggio sono preoccupati per le ricadute che l’apertura di quella strada potrebbe avere sulla viabilità interna, specie in previsione della cantierizzazione del “tratto rosso” della stessa Cassanese Bis e del prolungamento della M4, qualora si decida davvero di accelerare i tempi. Per questo finora Segrate ha scelto l’arrocco, ma la sensazione è che il pressing della Regione possa  diventare insostenibile per Micheli e compagnia.

Venerdì è previsto un incontro tra tutti gli attori coinvolti: Regione appunto, Serravalle, Westfield e il Comune. Si proverà a ribadire il “no”, anche in virtù della mancanza di ogni sbocco alla nuova strada, sia il “tratto rosso” appunto che la bretella promessa da Rfi per collegare il peduncolo del “tratto giallo” e l’Intermodale di Redecesio. Ci sono state rassicurazioni rispetto alla realizzazione della strada in questione, anche perché Rfi ha previsto la dismissione del vecchio polo solo due anni dopo l’apertura di Teralp a Tregarezzo; ma non è immediata e comunque non risolverebbe del tutto il problema sollevato da Serravalle e Palazzo Lombardia. Si vuole aprire il “tratto giallo” per evitare che l’infrastruttura resti inutilizzata per troppo tempo e possa essere vittima di degrado strutturale o vandalismi di sorta. Il Comune suggerisce di prevedere un servizio di guardiania agli accessi e temporeggiare, ma lo scenario pare complicato dalla fretta degli altri enti interessati. Per arrivare all’incontro di domani con una bozza di piano B, giovedì 24 giugno si terrà un summit tecnico-politico tra l’assessore Francesco Di Chio, la polizia locale e gli uffici comunali. L’intento è quello di valutare i flussi del traffico e stimare le ripercussioni di un’apertura concomitante a quella dei cantieri del “tratto rosso”, che dovranno affrontare il rifacimento dell’impianto fognario di via Morandi e via Cellini propedeutico alla strada che dovrà procedere interrata in quel tratto. «Stiamo valutando la soluzione migliore per la viabilità cittadina – spiega Francesco Di Chio, assessore al Territorio – perché lo scenario che si prospetta creerà disagi nell’area».

L’idea è quella di innestare il “tratto giallo” sulla rotonda della duina all’altezza di via Giotto, con il traffico, camion compresi, che poi dovrebbe procedere verso la stazione e rientrare su via Morandi. Di Chio non nega che la preoccupazione sia tanta. Oggi si dovrà decidere quali richieste avanzare per mitigare l’impatto del “tratto giallo” in questa prima fase, qualora prevalga la linea della Regione, cosa molto probabile. Allo studio ci sono diverse strategie, dalla Ztl al varco per i mezzi pesanti, ma ora bisogna decidere, il tempo stringe.

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