Nutrie, il Comune ha un piano ecologico: saranno sterilizzate

Nutria sul Laghetto dei Cigni a Milano2. La loro presenza è mal tollerata da molti residenti

In via di definizione l’accordo con LAV e Università di Torino per sterilizzare le nutrie sul posto. “Obiettivo è controllare la popolazione esistente”

L’argomento è di quelli che scalda (e divide). Ma ora c’è un piano, frutto della collaborazione tra Comune e associazioni animaliste, per affrontarlo. Parliamo delle nutrie, animali che da diversi anni sono sempre più comuni nei nostri habitat e, per quanto riguarda Segrate, sono diventate “parte del paesaggio” soprattutto a Milano2. E a ogni avvistamento si scatena il dibattito, tra chi le paragona a castorini (e non nasconde di portare loro da mangiare) e chi a grossi topi aggressivi e ne invoca la soppressione.

PROGETTO GIÀ SPERIMENTATO IN ALTRI COMUNI

Il Myocastor coypus, questo il nome scientifico della nutria, è in effetti classificato del Ministero dell’Ambiente e da tutti gli organismi internazionali tra le specie invasive, con impatti negativi sulle colture, sulla biodiversità animale e vegetale, su argini e canali e d’altra parte studi e pratica evidenziano la difficoltà della eradicazione. Che fare dunque? Una soluzione che si è fatta strada negli ultimi anni e a cui sta lavorando il Comune di Segrate è quello di puntare sulla sterilizzare della popolazione esistente. Un progetto già attivato nel mese scorso a Sesto San Giovanni, ultimo esempio di questo nuovo approccio, che potrebbe essere a breve replicato da noi. «Abbiamo avuto un incontro con l’associazione LAV – spiega l’assessore a Ecologia, Ambiente e Tutela Animali Damiano Dalerba – con cui stiamo formalizzando un accordo di collaborazione e c’è stato un primo sopralluogo a Milano2. Il nostro obiettivo è attivare il piano subito dopo l’estate».

UN AMBULATORIO MOBILE PER STERILIZZARLE

Il progetto prevede l’intervento dei volontari LAV supportati dagli esperti dell’Università di Torino. Proprio l’Ospedale veterinario di Torino (che si occupa anche di “animali non convenzionali”) metterebbe a disposizione un ambulatorio mobile in cui medici possano sterilizzare le nutrie catturate con apposite gabbie e poi rilasciate sul territorio. «In tutto prevediamo di investire circa 30mila euro – spiega l’Assessore – si tratta di un progetto ambizioso e all’avanguardia il cui obiettivo è controllare la popolazione esistente, evitando l’espansione, senza ricorrere a metodi cruenti, peraltro considerati inutili».

CONTROLLARE LE COLONIE

«Non ha alcun senso eliminare gli esemplari perché il territorio sarebbe presto occupato da altri – conferma Ilaria Turchini, responsabile LAV Milano – al contrario è molto più vantaggioso sfruttare questa caratteristica della territorialità della nutria per controllare le colonie: finché una zona è presidiata da una colonia non arrivano ospiti esterni. Rilasciare esemplari sterilizzati significa avere una graduale diminuzione della popolazione e attivare anche un monitoraggio successivo».   Durante il sopralluogo a Milano2 sono state individuate 15 nutrie, ma i numeri  potrebbero essere molto più alti. «Si ipotizza una popolazione di 30, 40 esemplari – spiega l’assessore – sui quali bisognerà intervenire». Chi ha il polso della situazione nel quartiere è l’Associazione Amici del Laghetto, che è stata coinvolta nell’iniziativa. «Sappiamo dove sono e quante sono – conferma Julien Buratto, presidente dell’associazione – e sappiamo bene che è inutile scacciarle, perché ne arriverebbero altre da fuori, quindi da tempo ci occupiamo di controllarle e continueremo a farlo dopo il rilascio post-sterilizzazione».

L’UOMO CHE “SUSSURRA ALLE NUTRIE”

Al sopralluogo era presente anche Samuele Venturini, biologo, considerato uno dei maggiori esperti su questi animali, che ha iniziato a studiare “quando nessuno se ne occupava”, tanto da allevarne una in casa. È lui che nel 2008 ha proposto al suo Comune, Buccinasco, di sperimentare una nuova soluzione per gestirne la presenza. Un metodo “ecologico”, come lui lo definisce: la sterilizzazione. «Era già utilizzato all’estero – spiega – e quando nel 2014 è stato inserito da Regione come alternativa alla soppressione è stata una soddisfazione». Dopo Buccinasco altri hanno seguito l’esempio: Trieste, Lecco, Bologna, Sesto San Giovanni e ora Segrate. «La situazione a Milano2 non è critica – dice – ma è giusto intervenire prima che lo diventi. Anche se le nutrie non sono un pericolo per l’uomo, nemmeno dal punto di vista igienico, possono essere mal tollerate se presenti in un contesto urbano. Contenerle nel tempo è il giusto compromesso per ridurne il numero rispettandone la vita”. 

 

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