Consiglio comunale, banchi vuoti a destra: «Giunta e maggioranza non ci fanno lavorare»

Sulla destra, i banchi vuoti dell'opposizione in Aula Pieri

I banchi vuoti in segno di protesta. Questa la scelta dell’opposizione, che ha disertato il Consiglio comunale di giovedì 30 settembre denunciando così, anche attraverso una missiva letta in aula dal presidente Gianluca Poldi, il ritardo con il quale le vengono forniti i documenti oggetto degli ordini del giorno delle sedute. Un comunicato successivo, firmato da tutti i consiglieri del Centrodestra, parla di “premeditata strategia di svilimento politico del Consiglio comunale”.

In pratica, ciò che viene contestato dall’opposizione è l’abitudine a consegnare la documentazione a ridosso delle sedute, cosa che non consente di studiare gli incartamenti relativi alle delibere ed entrare nel merito durante la discussione in aula. Una situazione, ribadisce il forzista Mauro Gocilli, che è diventata intollerabile. «La giunta e il Centrosinistra ci accusano di fare un’opposizione non costruttiva – spiega – ma la responsabilità è loro. Noi vorremmo svolgere al meglio il nostro ruolo, essere un’opportunità sia pur senza concedere nulla a questa maggioranza, ma non ci mettono in condizione di farlo». Le due Commissioni precedenti l’ultima seduta del Consiglio si sono svolte martedì 28, solo 48 ore prima. Quello delle Commissioni è un altro tema sul quale il Centrodestra pone l’accento. «Non vengono convocate – attacca Gocilli – e peraltro ci hanno detto che la motivazione è legata ai costi. Il presidente Poldi dovrebbe essere un garante, fare in modo che tutti i consiglieri, l’opposizione in primis, abbiano “un’adeguata e preventiva informazione sulle questioni sottoposte all’esame del Consiglio”, cito l’articolo 7 del Regolamento dell’Aula. Non lo sta facendo».

E così, nel primo Consiglio comunale in presenza – anche se Poldi ha concesso a chi lo desiderasse di prendere parte alla seduta collegandosi da remoto – il Centrodestra ha scelto l’Aventino. L’ha fatto nonostante la precedente battaglia contro la decisione di non sdoganare le sedute in presenza neppure dopo che molti Comuni, Milano su tutti, avessero riaperto le porte delle proprie aule consiliari. Un tempismo che stride. Lo ammette anche lo stesso Gocilli, in prima fila nei mesi scorsi per riportare i consiglieri in Aula Pieri. «Mi dispiace che la nostra protesta abbia coinciso con il ritorno ai Consigli in presenza – dice l’esponente di Forza Italia – ma le tematiche all’ordine del giorno erano talmente importanti (variazione di bilancio, approvazione del Bilancio consolidato del “Gruppo Comune di Segrate” e progetto di ampliamento dell’edificio produttivo della Trafiltubi di Novegro) e la mole di testi e allegati così imponente da non consentirci di prepararci in così poco tempo. Purtroppo è successo in questa occasione». 

POLDI: «UNA STRATEGIA CONTRO DI LORO? È UNA FALSITÀ»

Un j’accuse, quello del Centrodestra che tira in ballo direttamente lui che siede sullo scranno più alto dell’Aula Pieri. E Gianluca Poldi non si nasconde.

Presidente, come replica all’opposizione?

«Alcuni materiali arrivano a ridosso del Consiglio, lo sappiamo e abbiamo chiesto agli uffici di fare meglio. Questa era la prima seduta dopo l’estate, alla ripresa possono esserci intoppi ma da adesso non ci sono più giustificazioni. Poi bisogna anche dire che le delibere di giunta sono accessibili appena votate, quindi aggiungo che è importante che tutti i consiglieri ci mettano la testa, chiedano gli atti ora che gli uffici comunali sono di nuovo aperti, mi chiamino se hanno problemi. Tutti dobbiamo fare al meglio il nostro lavoro».

L’opposizione ha anche contestato la gestione delle Commissioni: è vero che è una questione di costi?

«No, non è così. Certo, io ho un budget per i lavori dell’Aula, ma i soldi ci sono. Ho deciso di cambiare metodo, però. Invece di convocare le Commissioni solo dopo tra le Capigruppo e i Consigli, per evitare quanto accaduto mi farò consegnare dagli uffici tutti i documenti pronti e li sottoporrò ai presidenti delle Commissioni decidendo poi con loro se convocarle via via. Così non si arriverà più a ridosso del Consiglio, se non in casi eccezionali».

Come commenta la scelta del Centrodestra di non entrare in Aula?

«Credo sia stato un errore, l’opposizione si fa sui banchi. E poi durante le Comissioni non hanno fatto la voce grossa con il dirigente presente, ne hanno parlato solo durante la Capigruppo e io mi sono mosso. Più che sollecitare gli uffici, però, non posso fare. Inoltre, quando dicono che quanto accaduto è una costante, una strategia, non dicono la verità».

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