Lega del Cane, adozioni record. “Ma troppi padroni avventati”

Un ospite del Rifugio di via Martiri di Cefalonia a Segrate in attesa di una famiglia

Centinaia i cani e gatti che hanno trovato casa, ma aumentano le “cessioni”, cioè gli animali lasciati al canile da chi non vuole più prendersene cura.

Tempo di bilanci per il Rifugio della Lega del Cane di Milano, con sede a Segrate, in via Martiri di Cefalonia. Una struttura che ospita ogni anno cani e gatti abbandonati o randagi, li cura e si occupa di trovare loro una famiglia (qui tutti i pelosi disponibili all’adozione). Cosa che fortunatamente accade per la maggior parte degli ospiti. Quest’anno ad esempio su circa 370 cani entrati al rifugio, ne sono stati dati in adozione ben 350 e su 70 gatti entrati, 67 hanno trovato una famiglia. Numeri importanti, che dimostrano quanto il nostro territorio sappia accogliere e confermano il trend degli ultimi anniAbbiamo incontrato Elisa Cezza, vice responsabile del Rifugio segratese.

Da dove arrivano tutti questi sfortunati quattrozampe? 

“Per la stragrande maggioranza, cioè circa 320 nel 2021, arrivano dalle regioni del sud Italia, dove purtroppo è ancora molto diffuso il fenomeno del randagismo. In Lombardia fortunatamente è stato quasi debellato grazie a microchip e anagrafe animali. I cani inviati dai Comuni convenzionati, quest’anno una cinquantina, arrivano tramite le cosiddette “cessioni”: persone cioè che li portano da noi perché non si ritengono più in grado di gestirli».

Ma perché un proprietario non si ritiene in grado di gestire il proprio cane?

«In certi casi si tratta di proprietari anziani, ma spesso si tratta purtroppo di proprietari avventati, che hanno acquistato o adottato gli animali con estrema superficialità. Persone anche giovani che alla prima difficoltà sbolognano il cane. Che sia un cambio di casa, piuttosto che un cambio di lavoro che li tiene più lontani da casa… dimostrano di non avere né la costanza né la motivazione per tenere fede all’impegno preso. I cani più penalizzati da queste scelte sbagliate sono pitbull e amstaff, mal gestiti da chi non ha idea di cosa significhi prendersi cura di un terrier, ma bada solo alla forma paffuta e tenera di un cucciolo di queste razze, piuttosto che alla loro prestanza e forza fisica da adulti. Non sono cani per tutti e occorre davvero iniziare a pensare a come tutelarli da scelte per nulla consapevoli”. 

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Si parla molto delle “staffette” che portano i cani da regioni del sud. A voi come arrivano?

«Da noi arrivano tutti da movimentazioni regolari che rispettano le linee guida del ministero. Viaggiano su mezzi autorizzati, sono microchippati e vaccinati. Attenzione al fenomeno delle “staffette”: alcune volte possono avere nobili intenti ma essere svolte in modo da non garantire la sicurezza, né ai cani, né ai volontari, altre volte essere legati a business o a traffici non trasparenti…».

A chi sta pensando di regalare un cane per Natale cosa consiglia?

«Se l’idea è quella di scegliere questo periodo per regalare alla famiglia un nuovo componente perché no, ma a patto che sia una scelta condivisa da tutti i membri della famiglia e consapevole. Mai deve essere una “sorpresa”, perché occorre che chi lo riceve sia preparato ad accoglierlo. Non si può pensare di far trovare sotto l’albero ai bambini un cucciolo come fosse un gioco… i cani non sono oggetti».

E proprio su questo tema l’OIPA, l’Organizzazione Internazionale Protezione Animali, ha lanciato un appello affinchè si prediliga l’adozione in un canile piuttosto che l’acquisto di cuccioli, che spesso alimentano il traffico illegale di animali.

«Bisogna prestare molta attenzione alla loro provenienza, perché spesso, soprattutto se si fanno acquisti online, si tratta di cuccioli che arrivano dall’Europa dell’Est al termine di viaggi estenuanti in condizioni penose, senza documenti e vaccinazioni. Occorre sempre andare a prendere i cani di persona là dove vengono allevati oppure, ancora meglio, adottarli in canile, parlando con i responsabili. Solo così si può iniziare una convivenza felice con quello che diventerà un nuovo membro della famiglia».

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