Come reagire a una calamità, il Piano di emergenza comunale è online

Qui sopra, il coordinatore cittadino Nunzio Brognoli con la prima pagina del documento sul proprio smartphone

Pubblicato il vademecum della protezione civile “Io non rischio”, per ora diffuso in forma digitale

Per ora è un documento digitale, scaricabile e consultabile dal sito del Comune. Il progetto è quello di trovare le risorse, rintracciando uno sponsor, per trasformarlo in un vademecum cartaceo e diffonderlo attraverso eventi aperti alla cittadinanza, magari a partire dalla Festa cittadina del prossimo settembre.

Il Piano di emergenza comunale, approntato da Protezione civile, polizia locale e amministrazione comunale nel 2019, fa un altro passo verso la sua piena concretizzazione. Nelle 44 pagine della prima bozza, già pubblicata ma ancora perfettibile, c’è una sintesi di tutto il lavoro degli uffici coinvolti, con i vari rischi ambientali e no presi in considerazione (dalle alluvioni agli incendi, passando per la tempesta di fulmini e il disinnesco di ordigni bellici, solo per fare alcuni esempi) e l’individuazione dei comportamenti da tenere in caso di emergenza, dei contatti ai quali fare riferimento e delle aree individuate per le conseguenti evacuazioni.

«Questo compendio di buone prartiche e istruzioni per garantire a se stessi e agli altri il maggior livello di sicurezza in situazioni critiche sarà uno strumento in più per la nostra opera di divulgazione – spiega il coordinatore delle tute gialle segratesi, Nunzio Brognoli – In primis durante i nostri eventi nelle scuole, con alcuni istituti che ci hanno già chiesto di incontrare gli alunni nei prossimi mesi. Dalle aule alle case il passo è breve, sperando che attraverso la curiosità dei più piccoli anche gli adulti entrino in contatto con questo opuscolo. A ottobre poi, magari con la copia cartacea a disposizione, incentreremo sul Piano di emergenza comunale i nostri sforzi legati alla campagna annuale “Io non rischio”, che vede protagonista la Protezione civile su tutto il territorio nazionale per un’opera di prevenzione davvero indispensabile». Anche Segrate ha fatto la sua parte, prima di altre realtà della zona, con un percorso lungo e in parte tortuoso che però sta arrivando alla meta.

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