«Sì al centrodestra unito». E la Lega batte cassa

L’appello arriva dal delegato segratese di Fratelli d’Italia, Pietro Ferrari. Lo lancia a titolo personale, ma il concetto è politico ed è cristallino. «Il Centrodestra, quello classico, deve presentarsi unito alle Comunali del prossimo anno – afferma – Ci sono dinamiche ancora da chiarire e il quadro nazionale presenta alcuni elementi di criticità nei rapporti tra i leader, ma qui bisogna trovare la quadra».

GLI ALTRI PARTITI COLGONO L’ASSIST

Uno scenario che incassa subito il placet degli alleati, sempre restando entro i confini segratesi, almeno. «Condivido in toto – replica a stretto giro il segretario leghista Roberto Viganò – Stiamo già lavorando per raggiungere questo risultato, sono fiducioso che si possa trovare un accordo sulla base dei punti programmatici dei tre soggetti». Francesco Casella, il reggente di Forza Italia a Segrate, annuisce. «è il mio personale auspicio, in attesa delle decisioni del presidente rispetto alla riorganizzazione del partito, anche a livello locale». Tutti d’accordo, insomma: la strada maestra è quella del “modello Lombardia”, per così dire; il collaudato tridente, che al momento a Roma veste maglie diverse ma è andato in gol in passato e conta di fare centro anche al prossimo giro.

LE TRATTATIVE PER IL CANDIDATO

Il progetto è questo, ma la Lega rivendica un ruolo che finora è sempre toccato agli azzurri qui a Segrate. Lo fa dall’alto del 31,6% raccolto alle Europee. «Mi pare corretto che il candidato sia espressione della Lega», scandisce Viganò. Si parte da qui, con una consapevolezza comune: non si deve stare insieme per forza, qualora le idee siano troppo distanti ci si muoverà di conseguenza; ma bisogna decidere in fretta e scongiurare un nuovo… suicidio sulla falsa riga di quello del 2015. «Entro fine autunno si devono avere le idee chiare e il nome del candidato – sostiene Ferrari – meglio ancora se si accorciano i tempi». E dal Carroccio arrivano rassicurazioni, insieme a un’ulteriore rivendicazione rispetto ai… pesi. «Dopo l’estate partirà lo sprint per trovare la figura giusta e la sintesi che consenta al Centrodestra di correre unito – certifica Viganò – Abbiamo già una rosa di nomi, tre o quattro profili che stiamo sondando per capire se ci sia la loro disponibilità. Non chiudiamo ad altri nomi, vediamo come procedono i colloqui». L’idea di un candidato donna da opporre a Micheli resta viva, ma non è un dogma, gli uomini non sono tagliati fouri.

IL TRAINO DEL VOTO EUROPEO

La Lega festeggia un’affermazione indiscutibile: il confronto con le Europee precedenti, quelle del boom di Renzi, è superfluo; più significativo è il fatto che dal 4 marzo 2018, il giorno dei giorni, qui a Segrate il dato si sia impennato passando dal 19,1% al 31,6%. «Vogliamo ringraziare tutti i cittadini che ci hanno dato fiducia – dice il segretario – ma questo non deve essere un punto d’arrivo. A Milano 2 e San Felice siamo ancora indietro, è lì che dobbiamo lavorare». Forza Italia si aggrappa a Segrate, il Comune nel quale «abbiamo ottenuto il miglior risultato rispetto alle 28 realtà della Martesana – afferma Casella – e questo nonostante il dato nazionale sia stato deludente». Si riparte dall’11,6% (6 punti buoni in meno di quanto ottenuto alle scorse Politiche) ma soprattutto da un terremoto , anche interno alla coalizione, che cambia l’orizzonte, poco da fare. Anche perché gli azzurri sono gli unici a indietreggiare, con Fratelli d’Italia che guadagna quasi due punti percentuale (dal 4,4 al 6,2). «E abbiamo più che raddoppiato i consensi rispetto a cinque anni prima – aggiunge Ferrari – Per quanto riguarda Segrate, stiamo preparando il programma elettorale: è ancora presto ma è già tardi…». Insiste, chiama a raccolta, mette il piede sul pedale del gas. Il Centrodestra unito, un candidato (o una candidata) forte, un accordo altrettanto solido sulle priorità. E quel dato che, facendo una fredda somma algebrica, dice 49,4%. Le Europee non solo le Comunali, questo è sicuro; le civiche avranno un peso, le carte in tavola cambieranno. Ma quel dato è un fatto, è qualcosa che quantomeno dà fiducia, che racconta un trend tutto da cavalcare.

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