Durante l’ultimo Consiglio comunale l’ex capogruppo di FdI ha annunciato di entrare nel gruppo misto.
Un annuncio secco, a sorpresa. Poche frasi, ma dense di significato, pronunciate prima ancora di entrare nel merito dei lavori d’aula. Giovedì 29 gennaio, in apertura del Consiglio comunale, Luca Sirtori, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha comunicato l’uscita dal gruppo consiliare. Una decisione che arriva a pochi mesi dalle elezioni amministrative previste in primavera. Fratelli d’Italia passa così da tre a due consiglieri. Sirtori confluisce nel gruppo misto e circoscrive subito il senso della scelta: nessuna rottura personale, nessuna presa di distanza dal partito a livello nazionale. Il nodo sta tutto qui. Nella distanza tra il suo modo di intendere la politica e la rotta imboccata a Segrate da una parte del centrodestra.
«Si stanno riproponendo schemi e assetti già sperimentati – spiega al Giornale di Segrate con riferimento alla costruzione del progetto politico e alla scelta del candidato sindaco – Dinamiche note, già viste, che non riescono ad offrire una visione nuova né a rispondere alle esigenze di una città complessa come Segrate». Un percorso che, a suo giudizio, manca di visione e credibilità. E che rischia di non parlare alla città reale. Sirtori insiste su un punto: non è uno strappo contro il partito. Il problema non è nazionale, ma tutto locale.
«Sarebbe stato più facile restare dentro un partito che oggi viaggia intorno al 30 per cento – ammette – ma avrei tradito i miei valori e la mia idea di politica». Da qui, la scelta di proseguire fuori dal gruppo consiliare, restando comunque in Consiglio comunale. Lo sguardo è rivolto avanti. Sirtori parla di un progetto politico che vuole intercettare una domanda di rinnovamento, senza restare prigioniero di dinamiche autoreferenziali. «Continuerò a fare politica – dice – lavorando per una proposta nuova e credibile. L’obiettivo ora è lavorare a un percorso aperto, capace di parlare ai cittadini più che ai partiti».
Il passaggio avvenuto in aula segna una cesura anche simbolica rispetto al 2020, quando Sirtori fu il candidato sindaco sostenuto da Lega e Fratelli d’Italia (mentre Forza Italia scelse una strada diversa puntando su Laura Aldini). In quella campagna elettorale arrivò anche l’investitura ufficiale di Giorgia Meloni, che fece tappa a Segrate per lanciarne la candidatura. In quella occasione, la leader di FdI e attuale Presidente del Consiglio indicò in Sirtori l’uomo giusto per competenza, radicamento e amore per il territorio, parlando di una Segrate chiamata a “guardare in alto”. Alle elezioni amministrative dello stesso anno, Fratelli d’Italia in città raggiunse il 12 per cento, un risultato che segnò una netta discontinuità rispetto al peso elettorale fino ad allora espresso sul territorio, in una fase precedente al boom nazionale del partito.



Be the first to comment on "Sirtori esce dal gruppo segratese di FdI: «Continuerò con un nuovo progetto»"