È mancato a 87 anni Salvatore Marino, figura molto conosciuta in città. Il ricordo dei figli Grazia e Antonio. Attivata una raccolta firme per la benemerenza civica.
La chiesa del Villaggio Ambrosiano era gremita martedì 20 gennaio per l’ultimo saluto a Salvatore Marino, classe 1938, persona molto conosciuta in città per il suo costante impegno nella vita sociale e comunitaria.
Originario di San Giovanni Rotondo, in Puglia, il paese di Padre Pio, è partito presto dalla sua terra: prima andando a lavorare in Germania e poi accettando un incarico a Segrate, dove da quel momento, nel 1964, è rimasto a vivere.
Il suo lavoro, per oltre 20 anni, è stato quello di insegnante, anzi, come si diceva allora, di “maestro”. «Era proprio una missione la sua – ricorda la figlia Grazia (nella foto con il fratello Antonio) – a cui ha dedicato anima e corpo. Tanto che per tutti è sempre stato il “maestro Marino” e in tanti nel corso del tempo mi fermavano per strada per dirmi che erano stati sui allievi, tutti ricordandolo con enorme affetto. Lo stesso affetto che abbiamo sentito, fortissimo, nel lutto. Un’ondata di calore che ci ha davvero commosso, che non ci aspettavamo, che è arrivata da persone a noi care e anche che non conoscevamo ma nelle quali evidentemente mio padre aveva lasciato un segno». Tanti i bambini passati sui banchi davanti alla sua cattedra “e alcuni di loro oggi sono quasi settantenni!”
Oltre ad insegnare, Salvatore è stato anche amministratore di condominio e anche in questa veste ha lasciato in tante persone un ricordo di grande stima. «Sapeva ascoltare e farsi ascoltare – ricorda il figlio Antonio – aveva un carisma naturale e una vocazione verso il mettersi a servizio degli altri. Ad esempio proprio dopo la sua morte abbiamo scoperto che si era prodigato per tante persone senza dircelo, aveva fatto del bene nel modo in cui va fatto, nel silenzio e senza ostentazione».
Nel tempo libero Salvatore frequentava il Centro Pensionati di Rovagnasco, di cui era stato anche presidente, e anche qui aveva creato una rete di amicizie salde e durature.
Oltre 500 i messaggi di affetto ricevuti sotto il post di Facebook in cui la figlia ne annunciava la scomparsa: ««Tante persone che evidentemente gli volevano bene, e questa cosa ci ha riempito il cuore, vorrei ringraziarle una per una, davvero».
Il conforto arriva anche da una fede profonda, maturata nel segno di Padre Pio, a cui Salvatore e tutta la famiglia è molto devota: «Sia nostro padre che nostra madre lo hanno conosciuto bene – raccontano i figli – tanto che ricevettero da lui la benedizione nel giorno del loro matrimonio, nel 1964 (nella foto inedita il momento speciale). Dopo 4 anni Padre Pio morì, ma per noi è sempre stato una guida spirituale presente e vicina nella nostra vita».
Oggi Grazia e Antonio gestiscono l’Agenzia Immobiliare Marino al Villaggio Ambrosiano, anche questa nata sulla spinta di papà Salvatore. «È stata una sua idea quella di aprire a fianco dello studio di amministratore anche una agenzia immobiliare – spiega Grazia. Poi le due realtà si sono staccate, ma la sua era stata una giusta intuizione: da 30 anni siamo presenti a Segrate con la nostra attività e papà ne era particolarmente fiero e noi con lui.».
Salvatore lascia la moglie Teresa, dopo 62 anni di matrimonio, i figli Antonio e Grazia, tre nipoti e tantissimi amici a Segrate. «Amava così tanto questa città che aveva deciso di essere tumulato proprio qui, nonostante la tomba di famiglia in Puglia. Abbiamo rispettato le sue volontà e ora si trova al cimitero cittadino perchè, così ci diceva scherzando, chi voleva potesse “sganciargli un fiore”…».
Proprio dall’ondata di affetto scaturita dalla sua scomparsa è nata l’iniziativa spontanea di una raccolta firme per la consegna dell’Ape d’Oro 2026. Qui il link per firmare. “Un modo per ringraziarlo per il suo contributo e per ispirare altri membri della comunità a seguire il suo esempio” ha scritto la promotrice.



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