Avvio dei lavori di costruzione del polo tecnologico a Redecesio di Segrate con la presenza dei vertici del colosso americano.
Non c’era nessuna “pietra” mercoledì 25 marzo, nell’enorme spazio sbancato per far posto al mega data center di CyrusOne, ma si trattava comunque di celebrare un momento simbolico: l’avvio dei lavori di costruzione del complesso tecnologico. Pale alla mano, manager e autorità presenti – il sindaco Micheli e l’assessore regionale Comazzi – hanno smosso la prima terra da cui, appunto, nascerà la nuova struttura.
Il primo data center italiano per il colosso americano
MIL1, questo il nome del nuovo polo, primo data center dell’americana CyrusOne in Italia, avrà una capacità di 27 megawatt su 7.000 metri quadrati, all’interno di un edificio di tre piani, composto da tre sale dati da 9 megawatt ciascuna.
Due anni per riqualificare l’area
«Per arrivare a questo momento ci sono voluti due anni di lavoro per demolire i 50 edifici presenti dell’ex Cise – ha spiegato Michele D’Acquisto, responsabile del progetto -. Una riqualificazione di tutta l’area che ha richiesto oltre 19 milioni di investimento. Ora inizieremo la costruzione della struttura che prevediamo di terminare a fine 2027». I lavori sono iniziati con lo sgombero delle palazzine, abbandonate da almeno 20 anni e occupate da senza tetto, e lo smantellamento degli edifici, che una volta erano sede della CISE, uno dei poli tecnologici sul nucleare all’avanguardia in Europa.
Opere pubbliche locali per 6 milioni
Durante questo periodo saranno avviate anche opere sulle infrastrutture locali, frutto di un accordo con il Comune di Segrate, con un investimento di oltre 6 milioni a carico della società CyrusOne. «Prevediamo la riqualificazione di Via delle Regioni – ha illustrato D’Acquisto – la realizzazione una bretella tra via Piaggio e via delle Regioni e la creazione di nuove aree pedonali e piste ciclabili, migliorando la viabilità e la vivibilità del quartiere».
Piantumazioni nella zona circostante
Inoltre sono previste opere di mitigazione intorno all’area: «Saranno piantate oltre 15.000 piante e 170 alberi – ha dichiarato Andrea Munoz, capo del personale – e il 25% dell’area sarà restituito come area verde. Inoltre stiamo contribuendo ad installare pannelli fotovoltaici su scuole e edifici pubblici. E da non dimenticare che abbiamo donato a Segrate il Golfo Agricolo (qui un riassunto dell’operazione) un’area verde di grande valore di 700mila metri quadri».
Pochi posti di lavoro
In merito alla creazione di nuovi posti di lavoro «Durante le fasi di costruzione arriveremo ad avere 300 lavoratori – ha dichiarato Munoz – mentre durante la fase operativa del sito saranno occupate circa 25 persone altamente qualificate». Insomma una ricaduta a livello occupazionale sul territorio molto modesta.
«Progettato per recuperare il calore»
Sul tema della produzione di calore, argomento che preooccupa i residenti del quartiere, Andreas Paduch, managing director per l’Europa, ha risposto che «MIL1 è progettato per recuperare e riutilizzare il calore residuo, con la possibilità di alimentare reti di teleriscaldamento». Il progetto prevede di veicolare attraverso un tubo il calore, ma si deve ancora trovare l’operatore che gestisca la distribuzione.



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