Camp estivi e babysitter, i piani del Comune per le famiglie

Bambini durante il camp organizzato lo scorso anno dalla cooperativa Stripes

Oltre il 70% delle famiglie segratesi manderebbe i propri bambini ai camp estivi. E la percentuale sale oltre l’80%, se si prendono in considerazione solo le famiglie con bambini da 0 a 3 anni. È quanto emerge dalle prime, parziali, analisi dei dati relativi ai questionari (disponibili a questa pagina) che il Comune ha chiesto ai genitori segratesi di compilare e al quale hanno risposto 1.078 famiglie delle scuole dell’infanzia, elementari e medie e 245 genitori con figli che frequentano i nidi.

C’è tempo fino a domenica 17 maggio per rispondere alle domande del questionario, creato per capire le esigenze delle famiglie e il loro grado di “disponibilità”, o esigenza, a mandare i propri figli in una situazione di gruppo, pur con tutte le cautele e misure di sicurezza che verrebbero prese. Il condizionale è comunque ancora d’obbligo perché ancora non c’è un decreto che autorizzi ufficialmente l’organizzazione di alcunché per i bambini. Ma la pressione delle famiglie è forte, soprattutto ora che sono tornati o torneranno a lavorare sempre più genitori, e il Comune sta iniziando a progettare soluzioni.

CAMP ESTIVI O SERVIZIO DI BABYSITTER

«Avremo in settimana un ulteriore tavolo tecnico con i responsabili di Stripes, la cooperativa che gestisce i nostri nidi comunali – spiega l’assessore alla scuola Gianluca Poldi – Vogliamo trovare insieme a loro la formula giusta da proporre alle famiglie in base alle esigenze che sono emerse. Per quanto riguarda i più piccoli potrebbe anche essere un servizio di babysitteraggio presso l’abitazione delle famiglie, con educatori o tate certificate. Si tratta però ancora di valutare il costo orario, i criteri per le graduatorie e l’eventuale contributo del Comune. Per i bambini più grandi – continua – stiamo invece ragionando sull’organizzazione di camp estivi, in cui comunque siano ovviamente rispettate tutte le misure di sicurezza che prevederà la legge».

GRATUITI O A PAGAMENTO?

Interessanti anche le risposte relative alla domanda sulla disponibilità a pagare il servizio. L’80% delle famiglie ha dichiarato di essere disponibile a pagare una eventuale quota, mentre il 20% frequenterebbe i camp solo se gratuiti. «Con ogni probabilità – spiega l’assessore – proporremo diverse tariffe in base all’ISEE».

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