«I miei 23 anni dietro le Mura Leonine, mio padre servì cinque pontefici»

Nella foto, Matilde Gaddi mostra la sua carta di identità di Città del Vaticano di quando era adolescente.

La segratese Matilde Gaddi è una delle pochissime persone nate in Vaticano. La sua storia personale nel libro “L’umanità dietro le mura”

Quante persone sono nate in casa all’interno delle mura della Città del Vaticano, stato di poche centinaia di abitanti? Si tratta di una condizione rarissima: per rientrare in questa casistica si doveva appartenere a una delle pochissime famiglie laiche di lavoratori – non religiosi – ammessi a vivere all’interno della Santa Sede ed essere nati tra il 1929, anno in cui l’Italia riconobbe la Città del Vaticano come uno stato indipendente, e gli anni ‘40 del secolo soccorso quando ancora non era così diffuso partotire in ospedale o in clinica. Si calcola che siano solo una quarantina le persone che si sono trovate in questa condizione e meno di una decina quelle ancora in vita: una di queste è la segratese Matilde Gaddi, nata il 16 dicembre 1943 appunto in Città del Vaticano, residente a Segrate dal 1967.

Figlia di un membro della gendarmeria pontificia, nacque in casa dentro lo Stato. «La giovinezza nella Santa Sede? Niente bar, cinema e vietato tornare dopo le 23.30»

La sua storia l’abbiamo scoperta grazie alla segnalazione di un dipendente del Comune di Segrate che ci ha inviato una bellissima video-intervista del Tg2 – Costume e Società del 2015, poi condivisa su Facebook. Ultima di cinque figli, Matilde Gaddi è figlia di Vincenzo Gaddi, originario di Bagnoregio in provincia di Viterbo, che servì ben cinque diversi Papi tra il 1908 e il 1960 come membro della gendarmeria pontificia prima e come Familiare Segreto del Papa in seguito, un ruolo riservato solo a tre persone contemporaneamente, totalizzante e di assoluta fiducia (i Familiari segreti devono essere a disposizione del Papa 24 ore su 24). Questo compito permise alla famiglia di essere a contatto diretto con momenti molto importanti della storia italiana e incontrare personalità di eccezionale importanza. Da Guglielmo Marconi, quando inaugurò Radio Vaticana, ai diversi Papi: San Pio X,  Benedetto XV, Pio XI, Pio XII e Beato Giovanni XXIII.

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Matilde visse in Città del Vaticano fino a 23 anni. Ma com’era la vita nella Santa Sede per una bambina e poi una ragazza in quegli anni? «In Città del Vaticano non esistevano bar, cinema  o luoghi di socializzazione  – racconta al Giornale di Segrate – e le donne non potevano utilizzare abiti senza maniche o pantaloni o andare in bici o motocicletta. Di sera non si poteva rientrare nelle mura vaticane dopo le 23.30, a pena di dover dormire fuori casa. Ma era un luogo estremamente sicuro in cui non potevano  entrare estranei e protetto dalle mura Leonine e dalle Guardie Svizzere».

Nel 1966 Matilde decise di sposarsi e di trasferirsi fuori dallo Stato della Città del Vaticano e questo le fece perdere automaticamente la cittadinanza vaticana, ottenendo quella italiana. I cittadini del Vaticano infatti provengono da tutto il mondo e sono cittadini di tale Stato solo se sussitono una serie di condizioni particolari e diverse da quelli di qualsiasi altra nazione. Ma il cambio di cittadinanza le ha causato nel tempo una serie di problemi burocratici non sempre semplici da risolvere. Ad esempio quando le viene chiesto di compilare i propri dati anagrafici.

«Mi viene sempre chiesto a che provincia appartenga Città del Vaticano … e qui sempre un cinema perché ognuno dà la sua interpretazione: a volte scrivono “Santa Sede” altre volte “Stato Pontificio” oppure presi dal panico trasformano in “Roma”». Matilde Gaddi ha fissato questi suoi ricordi e molti altri anedotti nel libro L’umanità dietro la mura (La Caravella Editrice, 162 pagg.) in cui racconta curiosità e prospettive inedite sugli anni più intensi della vita vaticana del ‘900. Usanze e costumi, ma anche l’umanità di figure note e meno note, che hanno fatto parte di quel mondo. 

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