Il segretario forzista Trebino: «È segratese, il suo progetto convince e noi lo appoggiamo». Tutte le voci dell’opposizione.
Non c’è l’unanimità auspicata, ma il Centrodestra sta imboccando la strada che porta alla candidatura di Graziano Semiani alle prossime Comunali. Il nome dell’ideatore di “Obiettivo Segrate” è sul tavolo regionale della coalizione, un passaggio essenziale.
Ma a livello locale Forza Italia si sbilancia e c’è l’apertura totale dei meloniani . «È un candidato forte, all’altezza e segratese – afferma il segretario degli azzurri, Marco Yuri Trebino – noi lo appoggiamo convintamente. Gli altri nomi proposti, dal nostro punto di vista, non erano spendibili».
Pietro Ferrari, guida del circolo segratese di Fratelli d’Italia, è meno netto ma piuttosto chiaro. «Guardiamo con interesse alla proposta del soggetto civico creato da Semiani – dice – partendo da una visione di territorio aderente alla Segrate che abbiamo lasciato nel 2015, con un verde fruibile e gestibile, ad esempio, senza la demagogia del Centrosinistra di questi anni. Che ci siano perplessità da parte di qualcuno è nell’ordine delle cose, ma è un segratese e questo risponde al volere espresso da tutti e tre i partiti».
I dubbi arrivano soprattutto dalla Lega, con il segretario cittadino Andrea Donati che non li nasconde. «Vista la situazione e il ritardo accumulato, credo che il candidato debba essere una persona conosciuta in città e che abbia già fatto politica a livello locale – afferma – ci sono alcune figure all’interno dei partiti che rispondono a questo identikit, ma la Lega è stata l’unica a metterle sul tavolo».
Sulla stessa linea, invece, i tre segretari nel sottolineare come serva uno scatto immediato. «Dobbiamo darci una mossa, noi e le segreterie sovralocali», dice Ferrari.Per la capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, l’ex candidata sindaco Laura Aldini, il nome di Semiani ha anche un valore ulteriore. «L’obiettivo è smuovere i cittadini, lontani dalla politica anche in virtù dell’immobilismo totale delle amministrazioni Micheli – dice – e il protagonismo del segratese Semiani va sfruttato nell’ottica di avvicinare chi non si sente rappresentato dai soggetti canonici».
Marco Carandina, omologo in quota Lega, conferma la necessità di un nome forte, come sostenuto da Donati. «Bisogna partire dal lavoro fatto in questi anni – dice – con un’opposizione ferma ma costruttiva. Poi è la persona che conta, deve essere del territorio e capace di ascoltare e decidere, a differenza di Micheli: su questo non faremo passi indietro».
Luca Sirtori, alla guida del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia e anch’esso ex candidato sindaco in quel 2020 che vide due anime del Centrodestra nelle urne segratesi, chiede alla coalizione un vero cambio di passo, anche rispetto alle scelte attuali. «Ho appreso che si stanno avanzando candidature civiche – afferma – ma è fondamentale tenere conto degli equilibri politici evidenziatisi alle Europee. E ritengo che la città meriti un candidato segratese, che conosca a fondo la nostra realtà e abbia la volontà di superare certi retaggi del passato».



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