Scuole, mensa “salata”. Rette più alte che altrove, interrogazione leghista

Un refettorio scolastico segratese (foto archivio)

Da un confronto con le tariffe di altri comuni, le nostre sono le più care. Lega: «Un modello sostenibile?»

La Lega riapre il dossier mense a Segrate e presenta un’interrogazione sul sistema tariffario della refezione scolastica. Il tema, già al centro dell’attenzione a San Felice, torna sotto i riflettori. 

San Felice tariffe equiparate

Partiamo proprio da qui. A San Felice alcune vie rientrano amministrativamente nei Comuni di Pioltello e Peschiera Borromeo. Fino agli ultimi sviluppi, ciò determinava per queste famiglie, che portano i figli nella scuola della frazione, tariffe più alte: chi non è residente a Segrate paga infatti il costo pieno, a prescindere dall’Isee.  Dopo segnalazioni e confronto tra Comuni, le amministrazioni vicine hanno corretto la disparità.

Interrogazione della Lega

La vicenda ha acceso l’attenzione su tutto il sistema mense del Comune. Secondo l’interrogazione leghista, a parità di gestore il costo del pasto per le famiglie segratesi resta più alto, fino a 1,50 euro in più. «L’interrogazione punta a far emergere una disparità ingiustificata – spiega  Marco Carandina, primo firmatario – stesso gestore, stesso servizio, stesso grado e ordine di scuola, ma costi più alti. Chiediamo all’amministrazione di intervenire per allineare i costi a quelli dei Comuni vicini».

Il confronto con altri comuni

Ma è vero? A Segrate paghiamo di più che negli altri comuni? Da una nostra analisi sulle città limitrofe pare proprio di sì (situazione di cui ci eravamo già occupati in passato). Il confronto mostra differenze significative: nella fascia Isee più alta, oltre i 33mila euro annui per Segrate, il costo del pasto arriva a 6,84 euro per il primo figlio. A Cernusco, con gestore diverso, la tariffa è pari a 5,78 euro, a Pioltello (stesso gestore) 5,24.  A Milano si paga un costo forfettario pari a 734 euro l’anno che equivalgono a circa 3,70 euro a pasto. A Cologno e Vimodrone troviamo le tariffe più alta (comunque più basse delle nostre) pari rispettivamente a 6,24 e 6,48. Interessante però notare che cambia, e di parecchio, lo sconto dal secondo figlio che ad esempio a Pioltello è del 25%, a Peschiera Borromeo del 40% e a Cologno del 50%. A Segrate invece al secondo figlio si applica uno sconto del 15%, che scende al 10% per la fascia alta.

Modello sostenibile?

L’interrogazione sollecita, dunque, una riflessione sulla sostenibilità del modello attuale e sulla possibilità di rivedere le tariffe, sconti per i figli aggiuntivi e fasce Isee. «Il divario pesa soprattutto sui nuclei numerosi» commenta Carandina.

«Siamo un unicum per qualità»

Sul tema interviene l’assessore alla Scuola Guido Bellatorre, che respinge il confronto diretto con i modelli adottati nei Comuni vicini. «La tipologia di offerta della mensa segratese non è paragonabile a quella degli altri Comuni della zona. Rappresenta quasi un unicum in Lombardia», spiega. Alla base, sottolinea l’assessore, c’è una scelta legata alla qualità del servizio. «I pasti vengono abbattuti nel centro cottura e ravvivati direttamente nei plessi scolastici – racconta – È una modalità che garantisce standard più elevati, ma comporta costi superiori rispetto al pasto recapitato caldo». Bellatorre conclude difendendo l’impostazione del sistema tariffario. «Le fasce Isee più basse e quelle intermedie sono tra le più tutelate dell’area. La maggiore incidenza sulla fascia alta è una scelta politica».

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