Trentesimo posto per il 27enne Filippo. «Speravo meglio, ma ora mi concentro sulla Coppa del Mondo»
È nato a Segrate uno degli azzurri che hanno rappresentato l’Italia ai Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Si chiama Filippo Ferrari, classe 1999, specialista di snowboard cross, disciplina spettacolare ad alta velocità in cui più atleti scendono insieme lungo lo stesso tracciato, affrontando salti, curve paraboliche e dossi artificiali.

Filippo Ferrari, 27 anni, atleta della nazionale italiana di snowloard cross. Ha partecipato alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026
Ha vissuto a Vignate fino all’età di sette anni, poi il trasferimento con la famiglia a Folgaria, in Trentino, dove è sbocciata la passione per la montagna e le discese adrenaliniche con la tavola da snow. Oggi vive a Villa d’Almè, in provincia di Bergamo, è uno degli atleti del Centro Sportivo dell’Esercito del quale parla con gratitudine: «grazie ai mezzi che mette a disposizione oggi la mia più grande passione è il mio lavoro».
La seconda Olimpiade di Filippo Ferrari
Aveva già partecipato ai giochi di Pechino nel 2022 e quella di Milano Cortina è stata la sua seconda esperienza olimpica. «Un’esperienza completamente diversa, sia come clima, sia a livello mentale – racconta Ferrari – avere vicino tifosi, famiglia e persone care ti fa sentire più forte le emozioni». Aspetto da gestire per uno come Ferrari che ama concentrarsi in solitaria, ma che a Livigno si è concesso di vivere un po’ lo spirito olimpico con i compagni di nazionale: «siamo stati in hotel tutti assieme, atleti, staff e membri del CONI, io di solito sto un po’ sulle mie, ma è stato molto bello anche andare assieme a vedere altre gare quando abbiamo avuto del tempo libero».
Deve aver avuto un sapore speciale anche condividere la regina delle competizioni invernali con uno dei modelli di riferimento della propria carriera, oggi compagno di squadra, Omar Visentin. Sin da quando ero ragazzino volevo seguire le orme di Omar e di Tommaso Leoni, veterani della mia squadra, due atleti a cui mi sono ispirato e dei quali ho cercato di ripercorrere la strada anche nel percorso di formazione. Oggi gareggia al loro fianco: «Se ci rifletto è ancora un po’ strano! Però me la gioco un po’ meglio di prima – scherza Ferrari, poi torna serio – anche se probabilmente loro sono di un altro livello, riuscire a competere è ancora più stimolante».
La parabola olimpica di Ferrari è iniziata con un piazzamento al 27° posto nella crono, con un tempo di 1:09.69. Si è poi conclusa alla batteria degli ottavi, dove si sono qualificati alla fase successiva l’americano Baumgartner e il compagno di nazionale Lorenzo Sommariva, mentre Ferrari arrivando quarto è rimasto fuori dai quarti di finale e si è piazzato 30° in classifica finale.
«Non è andata come volevo»
«Non ho trovato feeling con questa pista già durante i quattro giorni di training pre-gara e anche prima della partenza io mi sentivo bene, ma non riuscivo ad essere veloce. Devo fare comunque tesoro di questa esperienza per migliorare i miei punti deboli e fare bene nelle prossime gare». Ora una settimana di pausa e poi si riparte con la Coppa del Mondo: «ci sono le ultime cinque gare, sono quindicesimo e il mio obiettivo è mantenere la posizione attuale, anche se non è semplice». Resta il ricordo di una spedizione olimpica che è valsa due medaglie nella specialità SBX: bronzo di Michela Moioli nel femminile e argento per la stessa Moioli assieme a Lorenzo Sommariva nel team event. «Abbiamo festeggiato assieme, penso ci sia tanto da imparare da chi è andato a medaglia, se la sono meritata» chiosa Ferrari.



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