Informare i cittadini sul contenuto e sulle implicazioni della riforma costituzionale oggetto del prossimo referendum. Questo l’obbiettivo dichiarato dal Comitato Sì Riforma Martesana. Secondo quanto raccontato dal segratese Alberto Pettinelli , coordinatore del comitato, lo scopo è fornire strumenti di comprensione chiari e accessibili, lontani tanto dalla propaganda quanto dalle semplificazioni ideologiche. Il Comitato conta anche sul contributo scientifico di un autorevole costituzionalista come Nicolò Zanon e si propone come spazio di divulgazione e confronto.
Incontro al Verdi
Lunedì 16 marzo alle 20.45 al Centro Verdi è in programma l’incontro intitolato “Le ragioni del Sì”. Relatori saranno il giurista Nicolò Zanon e gli avvocati Giulio Gallera (consigliere regionale), Chiara Valcepina e Matteo Fagioli.
«La riforma – spiega Pettinelli – Conferisce maggiore autorevolezza al Consiglio Superiore della Magistratura confermandone l’importanza».
Uno dei temi più dibattuti sul referendum è quello del correntismo, sul quale Pettinelli distingue nettamente tra la legittima pluralità di posizioni e le degenerazioni che si sono manifestate nel tempo. Il problema, sottolinea, «nasce dal fatto che il CSM non è un organo di rappresentanza politica, ma amministrativo: una struttura chiamata a gestire carriere e organizzazione, non a rappresentare visioni ideologiche. In quest’ottica il correntismo è un fenomeno da sorpassare».
Non manca poi il confronto con una delle critiche più ricorrenti alla riforma: il timore di una maggiore influenza del potere esecutivo sulla magistratura. Un rischio che, secondo il Comitato, non trova riscontro nel testo approvato. «La composizione del CSM rimane ancorata a un equilibrio già previsto dalla Costituzione». Infine, rispetto alle dichiarazioni del Ministro Nordio, che secondo alcuni lascerebbero intendere una possibile subordinazione della magistratura requirente al potere esecutivo, la posizione di Pettinelli è netta: «nel testo della riforma non esiste alcun elemento che vada in questa direzione. Anzi, la modifica dell’articolo 104 della Costituzione riafferma l’indipendenza del pm».
La riforma, conclude, «non è pensata contro i magistrati, ma a tutela dei cittadini. L’obiettivo è superare un’impostazione inquisitoria del processo, ereditata da un passato autoritario, e allinearci alle principali democrazie occidentali. In gioco non c’è l’equilibrio tra poteri ma la piena attuazione delle garanzie e delle libertà fondamentali assicurate dalla Carta».



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