Maturità 2026, ecco i nostri studenti eccellenti da 100 e 100 e lode

Sono quindici i diplomati nei tre istituti vicini a Segrate che hanno ottenuto il massimo dei voti: 100 o 100 e lode. I ritratti.

Sono i “ragazzi d’oro” delle nostre scuole. Gli studenti che all’esame di maturità 2026 sono usciti con la votazione più alta: 100 o 100 e lode. In tutto sono 15: sette diplomati eccellenti al Machiavelli, tra classico, scientifico e Istituto Tecnico, sette al Sacro Cuore tra classico, scientifico e artistico e infine uno al Liceo San Raffaele. Ecco dei brevi ritratti (di chi ha acconsentito all’intervista).

Riccardo Capelli, segratese con lode. Farà medicina in inglese

Ha sempre studiato alla Fondazione Sacro Cuore, sin dalla prima elementare il segratese Riccardo Capelli, uscito dalla maturità scientifica con uno sfavillante 100 e lode. Ora la sua strada proseguirà non troppo lontano da via Rombon: all’Università San Raffaele che ha sede a Milano2, dove frequenterà il corso di Medicina in lingua inglese. Vicino a casa, ma con lo sguardo molto lontano: «Mi piacerebbe poi specializzarmi all’estero, magari in Canada o Australia e poi chissà…». Un’apertura verso il mondo che lo ha anche spinto a imparare altre lingue oltre l’inglese: «Sto studiando lo svedese – svela – tutto è partito da una ex fidanzata  e poi è restata la curiosità per quell’idioma… magari potrei pensare di andare a lavorare là, vedremo». Sono tante la passioni di Riccardo quando chiude i libri: «Mi piace andare in palestra, quasi tutti i giorni, e poi arrampicare e nuotare». Uno sport che è diventato anche un lavoro… extra: «Ho preso il brevetto da bagnino e ho lavorato per qualche tempo alla piscina comunale di Segrate». Una bella energia per affrontare le sfide del futuro.

Riccardo Silvestri, rappresentante di istituto con la passione per la storia

Si è diplomato con 100 al liceo scientifico Machiavelli dopo un percorso non facile. «In quarta mi hanno diagnosticato una sindrome reumatica che mi ha causato diversi problemi e non è stato facile mantenere livelli sempre alti – racconta Riccardo Silvestri-. È stato un cammino in salita, ma sono molto soddisfatto del risultato ottenuto». Per Riccardo la scuola non è stata solo studio, ma anche impegno nella vita comunitaria: «Nell’ultimo anno sono stato rappresentante d’Istituto e siamo riusciti ad organizzare, per la prima volta dopo cinque anni, una settimana di cogestione: è stata una esperienza bellissima». Nel suo futuro c’è ancora lo studio, di una materia che ha sempre portato nel cuore: «Mi sono iscritto alla facoltà di Storia in Statale, vorrei poi diventare insegnante in una scuola superiore e mi piacerebbe anche lavorare nella ricerca». Oltre i libri, c’è spazio anche per il divertimento: «Sono appena tornato da una vacanza in Spagna con i miei compagni di classe, un modo per festeggiare la maturità tutti insieme, qualcosa da ricordare per sempre».

Andrea Valeri, dal classico a lettere classiche “per comprendere ciò che accade”

Unico alunno del Liceo Classico Machiavelli ad essere uscito con il massimo dei voti, e con lode, Andrea Valeri ha una vera passione per gli studi classici, tanto di aver scelto di proseguire il percorso di studi alla Facoltà di Lettere Classiche. «Io non sono d’accordo con chi sostenne che a scuola si debbano studiare solo cose utili – spiega – o meglio bisogna capire con cosa si intenda per utilità. Secondo me è molto utile che la scuola insegni a ragionare, ad avere un pensiero critico, a capire cosa accade introno a noi. Ecco credo che questo sia il valore aggiunto di studiare in un liceo classico». Oltre allo studio Andrea coltiva anche altre passioni: «Da anni gioco a basket nella squadra del mio paese, Gorgonzola, e poi sono impegnato in oratorio, come volontario, durante l’anno e nel camp estivo». Nel suo futuro vede sempre la scuola, ma… dall’altra parte della cattedra: «Mi piacerebbe insegnare in un liceo per trasmettere tutta la mia passione per il latino e il greco».

Francesca Cirrelli, una “primina” uscita con la lode

È la più piccola dei suoi “colleghi”, visto che ha iniziato la prima elementare a 5 anni, ma questo non l’ha mai ostacolata, anzi. Cinque anni sempre di brillanti risultati per Francesca Cirrelli fino al coronamento finale con 100 e lode, voto più alto di tutto il liceo scientifico Machiavelli. «Sono soddisfatta, il coronamento di cinque anni di impegno e sacrifici» commenta. Nella sua vita c’è tanto studio “almeno 3 o 4 ore al giorno”, ma non solo: «Mi piace ballare, danza moderna – racconta – e faccio anche la volontaria in oratorio». Nel suo futuro c’è Ingegneria Chimica al Politecnico: «Le materie scientifiche sono quelle che mi sono sempre venute meglio…».

Sara Bernardi, passione per l’economia e la recitazione

C’è un solo 100 e lode all’Istituto Tecnico Commerciale Machiavelli e l’ha portato a casa Sara Bernardi, studentessa determinata e brillante che suggella così cinque anni di impegno costante. «La mia materia preferita è sempre stata economia – racconta – tanto che ho deciso di iscrivermi ad Economia anche all’università». In questi anni al “Machia” Sara si è impegnata anche nella vita scolastica, ricoprendo il ruolo di rappresentante di classe e poi di Istituto: «Un’esperienza che mi ha lasciato tanto – spiega – e mi ha fatto capire che posso ricoprire ruoli da manager, da leader di un gruppo». Una consapevolezza maturata anche grazie al… palcoscenico: «Ho frequentato sin dal primo anno il corso di recitazione che si teneva a scuola e devo dire che mi ha coinvolto molto. È stato anche molto utile, sia fuori che dentro la scuola, per affrontare meglio tante situazioni, vorrei portare avanti questa passione anche in futuro».

Andrea La Guardia, «Con il mio 100 celebro una rinascita»

Il suo è stato un cammino in salita. Andrea La Guardia ha iniziato le superiori in un liceo di Milano, ma ha capito che non era la scuola per lui: «Mi sono ritirato a marzo dopo mesi molto difficili – racconta – e ho deciso di iscrivermi all’Istituto Tecnico Machiavelli». Qui Andrea ha trovato un ambiente più accogliente, dove il suo talento ha potuto emergere e le difficoltà legate al DSA sono state comprese e valorizzate. «Per quattro anni ho ricevuto la borsa di studio del mio comune, Pioltello – racconta con orgoglio – il requisito era quello di avere la media sopra l’8». Una bella soddisfazione, per un ragazzo che era partito “con il piede sbagliato”. «Per me è stata proprio una rinascita – confida -». Nel futuro c’è la Facoltà di Economia e nel presente già qualche lavoro per non pesare sul bilancio famigliare. «Vorrei poter regalare ai miei genitori la tranquillità e la felicità che meritano».

Anna Carabelli, violino e calcio per la futura dottoressa

Non è certo facile portare avanti lo studio scolastico con lo studio di uno strumento. C’è però chi ci riesce e lo fa anche brillantemente. Come Anna Carabelli, diplomata con lode al liceo classico della Fondazione Sacro Cuore e studentessa del Conservatorio di Milano da cinque anni, giusto il tempo delle superiori. «Studio violino – racconta – e questo richiede molto impegno e costanza, tutti i giorni». Una disciplina che per Anna è modello di vita e che intende proseguire nei prossimi anni: «Mi sono iscritta al semestre filtro di Medicina in Statale – racconta – e spero poi di superare le selezioni e studiare per diventare medico». Continuerà a studiare il violino, e non abbandonerà nemmeno l’altra sua passione, il calcio: «Gioco in una squadra femminile, mi piace molto, spero di riuscire ad avere tempo per tutto…».

Caterina Vianello, tra i libri.. e il frisbee

Si sobbarcava ogni giorno un viaggio di oltre un’ora per raggiungere il Liceo Classico del Sacro Cuore, ma Caterina Vianello lo faceva volentieri, perchè quella scuola l’aveva scelta lei. «Quando eravamo in seconda e terza media era l’anno del Covid, quindi niente Open Day – racconta – ma avevo fatto qualche colloquio con diversi presidi e quelli del Sacro Cuore mi avevano colpito. Non ho sbagliato». Dopo cinque anni esce da quella scuola con la lode e una passione sempre più radicata per la lingua italiana: «Mi iscriverò a Lettere Moderne – racconta – e spero in futuro di diventare insegnante, come mio padre. Già ora mi piace aiutare i miei compagni: riesco a capire di più le cose spiegandole». Non solo libri nei pomeriggi di Caterina: da tempo si dedica a uno sport non convenzionale, l’Ultimate Fresbee.

Annalisa Barbante, biotecnologie “per aiutare le persone”

Resterà “in zona” Annalisa Barbante, neodiplomata con il massimo dei voti al liceo scientifico del Sacro Cuore. La sua scelta post-diploma è ricaduta sulla Facoltà di Biotecnologie mediche dell’Università Vita e Salute del San Raffaele. «Inizialmente pensavo di fare biologia o medicina – racconta – ma poi ho partecipato alla presentazione di questo corso di laurea e mi ha affascinato l’idea un domani di poter lavorare nella ricerca di nuove cure: un modo per aiutare le persone». Quando non è sui libri Annalisa è in palestra: «Pratico ginnastica artistica al centro sportivo Schuster – spiega-. Ho iniziato relativamente tardi, alle medie, ma mi è sempre piaciuto e mi ci sono buttata con grande impegno e passione». Tanto da partecipare, poche settimane fa, alle Finali Nazionali Silver. «Al mattino ho avuto l’orale e al pomeriggio sono partita per le gare!». Con ottimi risultati su entrambi i fronti: sempre sul podio!

Guglielmo Ciceri, una visione aperta al mondo, ma con radici ben salde nella propria terra

Le sue giornate iniziavano all’alba per prendersi cura dell’orto, delle galline e, da quest’anno, anche di alcune caprette. Poi quasi un’ora di viaggio da Rivolta d’Adda per raggiungere il liceo. Guglielmo Ciceri, unico diplomato con 100 al Liceo Scientifico San Raffaele, è una mente scientifica con il pollice verde e una grande passione per gli animali. «Non mi è mai pesato mettere la sveglia alle 5.50 – racconta – perché sapevo che andavo a dedicarmi a qualcosa che mi piace davvero». In questi cinque anni ha consolidato il suo interesse per matematica e chimica, ma ha imparato ad apprezzare anche filosofia, letteratura e storia: «Mi hanno insegnato a riflettere sul mondo che mi circonda e a cercare di comprenderlo meglio». Un percorso arricchito anche da sei mesi di studio negli Stati Uniti, in Oregon, esperienza che gli ha aperto nuovi orizzonti e gli ha permesso di coltivare anche la passione per lo sport, praticando calcio e wrestling. A settembre inizierà la Facoltà di Finanza in lingua inglese alla Bocconi, con l’idea di costruire un percorso internazionale. Senza però dimenticare le proprie radici. «Mi piacerebbe fare altre esperienze all’estero, sia durante l’università sia nel lavoro, perché confrontarsi con altre culture è importante. Ma il mio obiettivo è tornare a vivere in Italia: è qui che vorrei costruire il mio futuro e la mia famiglia».

Veronica Pogliani, «Ho scoperto che la cosa che amo di più è studiare»

C’è chi vive la scuola come un traguardo e chi, invece, la considera un punto di partenza. È il caso di Veronica Pogliani, diplomata con 100 al liceo scientifico della Fondazione Sacro Cuore, che dai cinque anni delle superiori porta con sé soprattutto una scoperta: «Ho capito che la cosa che amo di più è studiare». Un entusiasmo nato passo dopo passo. «Il biennio mi ha dato un metodo, mi ha insegnato a ragionare. Poi, nel triennio, è arrivata la “fioritura”: ho iniziato ad appassionarmi ai contenuti di tutte le materie, anche quelle che inizialmente sentivo più lontane, come la filosofia». Nel suo percorso hanno avuto un ruolo importante i professori e le tante attività proposte dalla scuola, dagli spettacoli alla Scala agli incontri culturali, occasioni che le hanno permesso di approfondire gli argomenti affrontati in classe. Per proseguire il percorso di studi sceglierà tra la facoltà di Fisica in Statale e quella di Ingegneria meccanica al Politecnico, con l’idea di dedicarsi un giorno alla ricerca. «Mi piacerebbe continuare a studiare per tutta la vita». Nel tempo libero non sono mancate le passioni: per anni ha frequentato l’Accademia del Coro della Scala, ha giocato a pallavolo e, insieme ad alcuni amici, ha dato vita al progetto divulgativo su Instagram Altre Voci, dedicato alla storia e alla cultura della musica. Nel suo futuro vede anche esperienze all’estero, dagli Stati Uniti alla Cina, senza smettere di coltivare quella curiosità che, più di ogni voto, sembra essere la sua qualità più preziosa.

Letizia Maria Pini, lo studio condiviso e l’amore per la montagna

Diplomata con 100 e lode al liceo scientifico della Fondazione Sacro Cuore, Letizia Maria Pini racconta che la scoperta più importante di questi cinque anni non è stata una formula o un teorema, ma il valore dello studio condiviso. «All’inizio vivevo tutto da sola, con molta ansia. Poi ho capito che studiare insieme aggiunge qualcosa di prezioso: gli altri vedono aspetti che da soli non avremmo mai colto».  Fuori dalla scuola la sua grande passione è la montagna. Pratica arrampicata due o tre volte alla settimana, ama le escursioni e lo sci e proprio osservando da vicino la vita in quota ha iniziato a interessarsi ai temi dell’energia e della sostenibilità. «Mi affascina l’idea di progettare impianti sempre più sostenibili, anche in un ambiente delicato come quello montano». Un interesse che unisce la sua passione per la natura alla professione che sogna di costruire nel futuro: a settembre inizierà Ingegneria Energetica al Politecnico di Milano.

Tommaso Scarfone, dall’Artistico a un futuro tra medicina, ingegneria e diritto

Diplomato con 100 al liceo artistico della Fondazione Sacro Cuore, Tommaso Scarfone del percorso all’Artistico porta con sé soprattutto il valore del dialogo con i professori e l’approccio progettuale della scuola. «La preparazione della seconda prova, con la progettazione di un’opera a partire da un tema, è stata un’occasione per mettermi alla prova e imparare a esprimere me stesso». L’esperienza pratica è anche ciò che lo ha avvicinato al Diritto: durante la formazione scuola-lavoro ha partecipato a un viaggio a New York presso l’ONU, rappresentando uno degli stati membri in simulazioni di assemblee. Allo stesso tempo, però, lo affascinano anche il mondo della medicina e quello dell’ingegneria biomedica, alimentati dalla curiosità per le scienze e per il funzionamento del corpo umano. Per questo, oggi valuta tre strade molto diverse per il suo futuro: Medicina, Ingegneria biomedica e Giurisprudenza. «Sembrano percorsi lontani, ma in questi cinque anni ho scoperto interessi che vanno ben oltre le materie del liceo».

Interviste a cura di Laura Orsenigo e Valentina Drago

 

 

 

 

 

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Redazione Giornale di Segrate

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