Un anno fa, la strage ferroviaria di Pioltello. Stamane la cerimonia in stazione

Il ricordo commosso di tre vite spezzate, esattamente un anno fa, su quel binario. Stamattina, alle 7, nella stazione di Pioltello, la commemorazione della strage del 25 gennaio 2018, quando nei pressi di Rugacesio si consumò la tragedia ferroviaria che costò la vita a Ida, Giuseppina e Pierangela, tre donne che con quel treno stavano raggiungendo Milano per recarsi al lavoro. E da qui è partito l’intervento del sindaco di Pioltello, Ivonne Cosciotti. “Non si può morire così, andando al lavoro – ha detto – Questa è una certezza, ma anche una richiesta perché le istituzioni facciano in modo che questo non accada più”. Con lei, sul binario 1, anche il sindaco di Milano e di Città Metropolitana, Beppe Sala. “Oggi è il giorno del dolore, oggi dobbiamo solo stare vicini a chi un anno fa perse qualcuno – ha spiegato – ma da domani ricomincia l’impegno per avere infrastrutture più adeguate. Non ci sono grandi e piccole opere, non serve la polemica, ma uno sforzo comune perché ci sono cose sulle quali la politica non si può dividere”.

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Anche il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha voluto garantire il massimo impegno sul fronte della sicurezza del trasporto pubblico. “Questa deve essere la stella polare della nostra azione – ha scandito al microfono – una battaglia che tutte le istituzioni devono condividere“. Il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, arrivato in treno dalla Bergamasca con i sindaci dell’area tra i quali Giorgio Gori, è stato tranchant nella sua breve analisi. “Già fare il pendolare è una fatica – ha detto – ma morire sui binari perché lo Stato e le altre istituzioni non hanno fatto il loro dovere è inaccettabile. I soldi ci sono, vanno spesi nell’interesse dei cittadini. Mi sono rotto le scatole di sentir parlare di grandi opere, la prima cosa da garantire è una manutenzione che eviti tragedie come quella accaduta qui un anno fa“. E i pendolari erano rappresentati dalla portavoce del comitato di quella tratta. “Vogliamo colpe e colpevoli, vogliamo sicurezza per gli 800mila pendolari della Lombardia“.

Il numero uno della Protezione civile segratese, Nunzio Brognoli, accanto all’omologo di Pioltello, ha sistemato una corona di fiori sul muro esterno della stazione, quello che dà sul binario teatro della commemorazione; mentre un artista della cittadina dell’hinterland ha donato tre quadri ai parenti delle vittime, provati da un anno di dolore. Un anno dopo, Segrate ricorda il suo sforzo per accogliere i feriti, quel palazzetto diventato un punto di assistenza, la stazione trasformata in un hub sanitario. Un anno dopo è ancora tutto qui, vivido davanti agli occhi, insieme allo strazio per chi non c’è più.

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