Pasticcio Ciclostazione, i gestori rinunciano. Chiusi tutti i servizi, eccetto il bike parking

Il prefabbricato che ospitava la ciclofficina, i bagni e la rivendita biglietti chiuso da fine aprile

Nessun lieto fine, anzi un epilogo piuttosto surreale, per la storia della Ciclostazione, un progetto su cui puntava molto l’amministrazione Micheli, che però si è infranto su una serie di scogli fino all’attuale, parziale, naufragio.

INAUGURATA COME OPERA INNOVATIVA E A COSTO ZERO

Ma partiamo dall’inizio, dalla sua inaugurazione nell’ottobre del 2020, con l’opera che veniva salutata come tassello fondamentale della politica green e sostenibile perseguita dal Comune. D’altra parte, le carte in regola sembrava averle: due enormi e innovativi parcheggi per le biciclette, una ciclofficina con rivendita ATM, bagni e un bar avrebbero dovuto cambiare faccia alla stazione di Segrate, rendendola un luogo più ospitale e attrattivo per i pendolari. Tra l’altro un intervento a costo zero per l’amministrazione, visto che erano “opere a scomputo” dell’operatore del vicino quartiere Village.

SUBITO I PRIMI PROBLEMI

«Peccato che il giorno stesso dell’inaugurazione ci siamo subito accorti che c’erano delle infiltrazioni dal tetto», commenta ora amara l’assessore ai Trasporti Antonella Caretti, che ripercorre le tappe della vicenda. Parte dunque da lì, da quelle prime timide gocce che filtrano dal tetto del prefabbricato, il problema che oggi ha messo in ginocchio l’operazione. Ma proseguiamo nel viaggio a ritroso. 

ARRIVANO I NUOVI GESTORI

Per qualche mese il Comune parte con la sperimentazione, appoggiandosi a un servizio di custodia, poi, nel luglio del 2021, affida la Ciclostazione a un gestore di esperienza: Gasolio Cicli, operatore che già si occupa con successo delle BiciStazioni di Cologno Monzese e Gessate. I nuovi “padroni di casa”, che ottengono una concessione di 30 mesi senza esborsi per le casse comunali, puntano forte su Segrate: promettono di aprire la ciclofficina, di “esportare” qui il sistema di accesso con chiave magnetica ai box bici, di attivare la convenzione con ATM per vendere i biglietti e, nel futuro, di aprire anche un “Bike Cafè”.

CONTINUANO LE INFILTRAZIONI

I mesi passano, la ciclofficina apre, la convenzione ATM-Trenord viene firmata e si attiva il servizio con chiave magnetica per la zona chiusa delle rastrelliere. Tutto procede, peccato continuino anche le infiltrazioni e in modo sempre più pesante. «L’operatore che aveva fornito i manufatti non risponde alle nostre richieste di intervento»,  spiega l’assessore Caretti. E così nel novembre scorso l’amministrazione interviene con opere di manutenzione a suo carico, chiudendo temporaneamente la ciclofficina. I lavori però non risolvono il problema, che si ripresenta e questa volta in modo definitivo: la struttura è inagibile.

IL GESTORE RINUNCIA ALL’INCARICO

Siamo a fine aprile: a questo punto il Comune chiude il rapporto con Gasolio Cicli, che formalmente rinuncia all’incarico mantenendo solo la gestione del bike parking fino al 31 agosto. «Siamo delusi e dispiaciuti – commenta Giuseppe Fiocco, amministratore di Gasolio Cicli – siamo finiti in un magma burocratico senza uscita… Peccato, perché ci credevamo e a Segrate una Ciclostazione serve eccome. Il parking a dicembre era pieno al 40%, un dato impressionante, e il servizio di riparazione bici era molto richiesto perché di fatto non c’è in città». E ora?

SI PUNTA ALLA SOSTITUZIONE, MA QUANDO?

«Puntiamo alla sostituzione del manufatto – spiega Caretti – cosa che dovrebbe fare l’operatore che l’ha installato, ma che non risponde alle nostre richieste. A questo punto l’amministrazione ipotizza di farsene carico direttamente, ricercando ad esempio finanziamenti nei bandi. Ma al momento è impossibile dare una tempistica». Insomma tutto sospeso. E quello che avrebbe dovuto essere un polo di rivitalizzazione per la zona della stazione priva di servizi ora rischia di diventare un triste monumento all’abbandono.

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