Test sierologici, il sindaco: «Vado avanti». E pensa a un crowdfunding tra i cittadini

Non molla sui test sierologici per scovare gli anticorpi al Coronavirus il sindaco di Segrate Paolo Micheli. Una settimana fa, proprio in un’intervista al Giornale di Segrate, aveva annunciato di voler fornire ai medici di base i kit per effettuare i test e aveva poi dichiarato di aver trovato sponsor e laboratori in grado di supportare il progetto. A distanza di poche ore però l’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, ha detto di voler fermare i test nei centri privati, auspicando che vengano eseguiti solo sotto la guida di una autorità centrale. Tutto bloccato quindi? Non proprio, non per Micheli che sta studiando un “piano B” per realizzare comunque il suo progetto.

«Attualmente non è praticabile la via dei centri diagnostici privati – conferma Micheli, che ha ricevuto il no dai laboratori contattati dopo le disposizioni regionali – e dunque non è possibile effettuare test sierologici basati sul prelievo del sangue, ma possiamo puntare sui test rapidi basati sul prelievo di una goccia di sangue dal dito. Sono consapevole che si tratta di test molto meno attendibili dei primi, ma possono essere comunque un valido strumento nelle mani dei medici di base».

L’intento di Micheli è dunque quello di procedere con il progetto che prevede di fornire tali kit ai medici di base in modo che possano utilizzarli sui propri pazienti sospetti di Covid e sui loro famigliari. Il problema che si presenta ora è però quello di reperire i fondi necessari: “Mi rivolgo ai privati per la la raccolta fondi, attraverso il fondo Aiuta Segrate che abbiamo creato all’inizio di questa emergenza – spiega il Sindaco. Sarà sufficiente inserire nella causale: acquisto test sierologici”.

Micheli lancia dunque una campagna di crowdfunding tra cittadini e imprese segratesi, utilizzando il fondo Aiuta Segrate (tutti i dettagli sulla pagina del Comune) . Ma quanto è necessario raccogliere? “Un test rapido costa circa 15 euro – spiega – l’ideale sarebbe arrivare a 100mila euro, ma qualunque cifra può essere utile per iniziare”.

I test rapidi che verrebbero acquistati prevedono la ricerca di anticorpi attraverso il prelievo di una goccia di sangue dal dito. Il test indica se si è venuti o meno in contatto con il virus e se questo è avvenuto o meno da diversi giorni. Ieri, giovedì 23 aprile, intanto, sono partiti i test sierologici di Regione Lombardia in 14 centri prelievi lombardi delle province di Bergamo, Brescia, Lodi e Cremona. Dal 29 aprile, le analisi verranno estese a tutta la Regione. “I test regionali sono stati messi a punto con l’Ospedale San Matteo di Pavia e sono destinati – si legge nel sito di Regione Lombardiaai cittadini che sono stati messi in quarantena/isolamento fiduciario al domicilio dal Medico di Medicina Generale, dall’ATS a seguito di indagine epidemiologica o da una struttura ospedaliera”.

Intanto iniziative simili a quelle del Sindaco di Segrate sembrano prendere piede anche tra i medici di famiglia. Oggi, Mario Bellaviti, medico di Milano2, in un post su Facebook ha dichiarato di essersi sottoposto al test, da lui acquistato in via privata, ed averne testato la sua validità su 10 pazienti. Lamenta il fatto che il Sindaco abbia incontrato ostacoli burocratici e lancia una provocazione: “Se il 4 maggio non accadrà nulla il 5 ordinerò a mie spese 100 kit per farli a chi li richiede. Assurdo ma farò cosi'”.

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