Dena Arabsolgar: “Scuola e sanità, oltre all’ambiente. Segrate deve ripartire da qui”

La candidata sindaco della lista civica SegrateSì, in corsa per le elezioni del 20 e 21 settembre

Le parole chiave del programma sono un mantra che ripete da quando è scesa in campo: scuola, sanità e ambiente. Semplice, diretto, chiaro. Come lei, Dena Arabsolgar, anima e leader di SegrateSì, il nuovo soggetto civico all’esordio sulla scena politica cittadina, candidata sindaco alle elezioni comunali del 20 e 21 settembre (qui la sua biografia e il programma elettorale completo)

Lei è la faccia da copertina, il candidato sindaco, ma dietro c’è un progetto e un team scelto con cura. «Lavoriamo come squadra e per competenze ben precise. All’interno di SegrateSì ci sono esperti dei vari campi, nomi magari poco noti ma che hanno qualità e conoscenze dettagliate. Questo ci ha guidati nella scelta delle persone da coinvolgere».

Facciamo così: prima di parlare dei tre temi chiave, quale sarebbe un quarto punto se doveste scegliere?

«Il commercio, il supporto al commercio di vicinato. Lavorare su ulteriori sgravi fiscali, l’Irpef per alcune categorie ad esempio; oppure incentivi che favoriscano l’apertura di certe tipologie di attività. Ma soprattutto un ufficio dedicato all’acquisizione e alla gestione di finanziamenti pubblici e bandi europei, su questo fronte c’è molto da fare e le opportunità sono davvero tante».

Veniamo a quelle tre priorità. Partiamo dalla scuola.

«Credo che come prima cosa ci sia da lavorare sui servizi pomeridiani, da organizzare in modo inclusivo e su tutti e tre gli istituti. Non sto parlando solo del doposcuola come viene inteso ora, ma di un vero e proprio sistema che consenta di seguire tutti gli studenti proponendo più sport, attività didattiche strutturate e altro. E poi credo sia giusto mettere in rete gli istituti, creando un comitato complessivo».

La pandemia ha avuto un impatto devastante sulla scuola. Ora ci si prepara alla riapertura.

«L’attuale primo cittadino ha detto che tutte le scuole riapriranno con l’orario pieno. Peccato che non sia così: le materne perderanno circa un’ora, alle elementari non tutte le sezioni saranno a tempo pieno, per quanto riguarda le medie al momento non sarà garantito il servizio mensa. Bisogna dire che la responsabilità è del Ministero, che non ha concesso insegnanti in più. Ma il doposcuola manca del tutto e qui la partita è in mano al sindaco».

Per quanto riguarda la salute, resta un’incognita il futuro del poliambulatorio di Rovagnasco.

«Serve immediatamente la costituzione di un tavolo al quale far sedere tutti i soggetti coinvolti. Bisogna tracciare un percorso che porti a una completa riapertura e guidare questa fase, con l’obiettivo di arrivare alla Casa della Salute, uno spazio che, mettendo insieme tutti i servizi, strutturi al meglio un modello efficace di sanità territoriale».

L’ambiente è un altro tema che vi ha visti protagonisti, anche con iniziative a tutela del Centroparco e non solo. Qual è la priorità?

«Rimettere mano completamente al Pgt, perché Micheli l’ha modificato ma l’ha fatto senza l’opportuno coraggio».

In che senso?

«Inserire nel masterplan del Centroparco un nuovo impianto per la produzione di calcestruzzo è una follia, andava e va spostato a ogni costo. E’ vero che sul Centroparco insistono tanti piccoli proprietari, ma sulle convenzioni è possibile discutere e su chi ha diritti acquisiti il Pgt può comunque incidere. Servono tavoli con i soggetti in questione e un piano che preveda di utilizzare le aree industriali dismesse. Alcuni consiglieri hanno chiesto la mappatura degli edifici vuoti, pubblici e privati, presenti in città: ci hanno messo cinque anni per ottenerla. E poi i cittadini vanno coinvolti nelle scelte: si è deciso di prevedere un parco urbano, con vari servizi, e non un’area verde senza interventi; ma lo si è fatto senza verificare quale fosse la volontà dei segratesi».

Anche questo è un tratto distintivo di SegrateSì.

«Vogliamo prevedere momenti informativi per la cittadinanza perché le persone capiscano le delibere nel dettaglio, si formino un’opinione consapevole e poi dicano la loro e possano farlo prima che il processo decisionale sia concluso, incidendo quindi sulle scelte dell’amministrazione. Credo sia anche giusto, il prima possibile, testare il bilancio partecipato anche qui a Segrate».”

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