Casa di Comunità di Segrate, cantieri a ottobre: i servizi traslocheranno a Vimodrone

Casa di Comunità di SegrateIl Poliambulatorio Ats di via Amendola (ex Asl)

Spostamento temporaneo in vista per le attività in via Amendola, per il CUP si pensa a una soluzione a Segrate. I lavori per la ristrutturazione dell’immobile comunale con fondi PNRR e regionali dovrebbero durare 14 mesi 

C’è una data per l’inizio dei lavori di realizzazione della Casa di comunità di Segrate. E un “piano B” proposto dal Comune di Segrate per garantire i servizi durante i 14 mesi di chiusura previsti del polo sociosanitario di via Amendola. I cantieri per la ristrutturazione dell’immobile di proprietà comunale, presidio territoriale dell’Asst Melegnano Martesana, partiranno il prossimo ottobre, con alcuni mesi di ritardo rispetto alla previsione iniziale di giugno.

Il progetto cofinanziato dal PNRR (Missione 6 Salute) e da Regione, del valore di circa 5 milioni di euro, prevede una profonda riqualificazione dell’edificio di Rovagnasco destinato a ospitare la nuova struttura prevista dal piano europeo, la Casa di comunità appunto. Un cantiere imponente che non terminerà prima del 2025 e che porta con sé, inevitabilmente, la chiusura della cosiddetta “ex Asl” fino alla fine dei lavori. A lanciare l’allarme erano stati i sindacati pensionati di Cgil e Cisl, che due settimane avevano scritto all’amministrazione comunale di Segrate chiedendo di mantenere in città i servizi durante il lungo periodo di inagibilità della sede di via Amendola. Un coro al quale si era unita a stretto giro anche l’opposizione di centrodestra, denunciando ritardi da parte del Comune nel trovare una soluzione in vista della chiusura del poliambulatorio.

«Le attività saranno spostate a Vimodrone, in una sede di fianco al municipio già in passato centro vaccinale Covid – annuncia l’assessore Bianco, che lo scorso lunedì ha incontrato i vertici del distretto sanitario territoriale – ci saranno Uompia, le specialistiche rimaste al momento a Rovagnasco e il medico di medicina generale che ha lì lo studio (il dottor Marco Braga, ndr)». Dovrebbe invece restare a Segrate il CUP per le prenotazioni, la scelta e revoca del medico e le altre pratiche amministrative. «Abbiamo proposto ad Ats due soluzioni, un locale comunale a San Felice di 70mq che potrebbe ospitare il CUP, i cui servizi potrebbero anche in alternativa essere erogati da uno sportello all’interno del Comune – dice Bianco – oggi è possibile fare quasi tutto online ma è importante garantire un supporto in presenza in particolare agli anziani e ai soggetti fragili, che continueremo intanto ad assistere anche nell’apertura della Spid e del fascicolo sanitario».

Una soluzione che l’assessore giudica positivamente e che potrà eventualmente essere corretta in corsa. Anche perché l’ipotesi iniziale ventilata da Ats era di trasferire i servizi a Pioltello o a Peschiera Borromeo. «Vimodrone fa parte del nostro CRT ed è collegata a Segrate con il trasporto pubblico, abbiamo fatto quanto in nostro potere – spiega la delegata alla Salute – mi sento di dire che la situazione è sotto controllo seppure con qualche ovvio disagio dovuto allo spostamento. Per i casi più difficili ci auguriamo che Regione metta a disposizione risorse per trasporti ad hoc, come fatto in epoca Covid, abbiamo incassato una disponibilità in questo senso, vedremo». Intanto, restano ancora sfocati i dettagli del progetto per la nuova Casa di comunità di Segrate. «Stiamo aspettando che Ats condivida con noi le carte – dice Bianco – come Comune, nonostante siamo proprietari dell’immobile, abbiamo solo un potere consultivo». Il piano dovrebbe comunque passare a breve in giunta per la presa d’atto.

Che cos’è la Casa di Comunità di Segrate

La Casa di Comunità è la struttura sociosanitaria polivalente prevista da legge regionale e PNRR che costituirà il punto di riferimento del servizio sanitario pubblico sul territorio. Le CdC si dividono in “hub” e “spoke”: la Casa di Comunità di Segrate sorgerà in via Amendola nell’attuale sede della Asst (ex Asl) e sarà del secondo tipo. All’interno dovrebbero trovare posto un servizio di guardia medica per 12 ore al giorno 6 giorni su 7, alcune specialistiche per le patologie ad elevata prevalenza (ad esempio cardiologia, diabetologia, pneumologia), Centro prenotazioni e sportello scelta revoca del medico, diagnostica di base, servizi infermieristici, consultorio,  servizi sociali comunali, neuropsichiatria infantile e dell’adolescenza.

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