Sigismondo da Segrate, il frate dimenticato

Natale Faccioli entrò nell’Ordine dei Cappuccini nel 1897 con il nome di Fra’ Sigismondo da Segrate

Nel 2019 il 150° anniversario dalla nascita di Fra’ Sigismondo da Segrate, ma nessuno lo ha ricordato

Al secolo Natale Faccioli, questo nostro concittadino poi diventato Fra’ Sigismondo da Segrate nasceva nella nostra città  il 30 dicembre 1869.  La sua storia ci è nota essenzialmente grazie a un libro di un suo confratello, Padre Metodio da Nembro, nel libro “Il questuante della campagna lombarda – Fra’ Sigismondo da Segrate” pubblicato nel 1942 dalla curia arcivescovile di Milano.  

Natale entrò nel Convento dei cappuccini di Lovere sopra Bergamo il 20 marzo 1897.  Lì prese i primi voti il 27 marzo dello stesso anno per poi prendere quelli solenni l’8 aprile 1901 dopo il triennio di noviziato. Sempre nel 1901 si trasferirà poi nel Convento principale dei Frati Cappuccini della Città di Milano,  ancora oggi esistente, di Piazza Velazquez dove vivrà ed eserciterà la sua professione di fede fino alla morte, avvenuta il 3 luglio 1938. 

Nato in città nel 1869, passò la sua vita girando le campagne lombarde per assistere poveri e ammalati e raccogliere elemosine per i suoi confratelli

Ma al di là di questi dati biografici  che servono a collocarlo nel tempo e nello spazio, per comprendere l’importanza della sua figura dobbiamo prima ricordare quale sia il compito dei frati Cappuccini e in particolare quello dei frati Questuanti. L’Ordine dei frati minori cappuccini è un ordine mendicante maschile dei Francescani che si caratterizza per il voto di povertà radicale, per l’importanza della predicazione, per l’assistenza a poveri e ammalati e per la ricerca di elemosine per sostentarsi (lo stesso di Padre Pio da Pietralcina, per intendersi). Ecco quindi che Fra’ Sigismondo da Segrate per gran parte della sua vita conventuale milanese ebbe il compito di girare le campagne lombarde, in qualsiasi stagione e con qualsiasi condizione atmosferica, per raccogliere le elemosine con cui sostentare i suoi confratelli (contributi che spesso non erano in denaro, ma in generi alimentari o legna per scaldarsi) e nel contempo predicare e aiutare i poveri e gli ammalati. 

Padre Metodio nel suo libro (praticamente introvabile, se non  in qualche libreria specializzata) raccoglie molte testimonianze di contadini lombardi che raccontano della bontà d’animo di Fra Sigismondo e dell’aiuto che seppe portare alle loro famiglie. Un frate che molti ritennero in odore di beatificazione quando si concluse la sua vita terrena.

Una storia da ricordare

Fra’ Sigismondo a Segrate non è mai stato particolarmente ricordato. L’unica, meritevolissima, iniziativa che ci risulti venne portata avanti nel 2009 dalla Pro Loco di Segrate che in collaborazione con l’allora amministrazione comunale pubblicò un piccolo libretto a ricordo, ad opera di Maurizio Benzoni e di Annamaria Mosconi, che fecero una ottima ricerca storica in occasione del 140° della nascita. Quest’anno ricorre il 155° anniversario della sua nascita e a nostro parere è doveroso ricordare questo nostro concittadino. L’amministrazione comunale potrebbe intitolare a lui una via o uno spazio pubblico e si potrebbe ristampare la sua biografia e distribuirla tra le famiglie segratesi per non dimenticare chi seppe dedicare alla bontà la propria vita diventando un esempio di virtù.

Be the first to comment on "Sigismondo da Segrate, il frate dimenticato"