Pitbull abbandonati fuori dal canile: «Ormai è una vera emergenza»

pitbull SegrateUn fotogramma del video in cui si vedono i proprietari legare i due pitbull, un maschio e una femmina, alla recinzione

Il rifugio segratese ha diffuso un filmato con due cani abbandonati davanti al cancello, video diventato virale. 

E’ stato ripreso da telegiornali, siti e testate nazionali il video (qui il link), pubblicato il 23 febbraio sulla pagina social della sezione di Milano della Lega del Cane, in cui si vedono due persone abbandonare due cani all’esterno del rifugio segratese. Un video scioccante per la terribile nonchalance con la quale i due sconosciuti legano alla recinzione gli animali,  scodinzolanti e ignari del loro destino, e se ne vanno come se nulla fosse. Nelle immagini, riprese dalla telecamere del rifugio, non si vedono le facce dei due inqualificabili soggetti (sembrano un uomo e una donna giovani) anche se poi è risultato che i due cani – un maschio e una femmina poco più che cucciolierano dotati di microchip. «Una cosa non insolita – spiega Elisa Cezza, vice-responsabile del rifugio – purtroppo il fatto che abbiano lo strumento di riconoscimento non è una garanzia di padroni responsabili. Spesso risultano comunque irrintracciabili, oppure in carcere o in situazioni sociali borderline. Questo per dire che il microchip, seppure importantissimo, non è la soluzione al problema».

Emergenza molossoidi

Un problema che senza mezzi termini al rifugio segratese chiamano emergenza. «Pitbull e molossi stanno portando al collasso i nostri canili. In questo momento a Segrate sono 22 su una sessantina di ospiti. E probabilmente qui resteranno perché di difficile adozione – spiega la vice-responsabile del rifugio che vanta numeri record di adozioni – questo vuol dire non poter accogliere altri cani, oltre alla sofferenza di vederli così dietro le sbarre per tutta la loro vita, vittime di persone che non sono in grado di gestirli e che se ne liberano in questo modo».

Una “save list” di cani da tutelare

Dopo episodi di abbandono come questo, così come dopo notizie di aggressioni, diventano più forti le voci di chi chiede una regolamentazione sul possesso di alcune razze. Voci però fino ad ora inascoltate (qui il grido d’allarme nel 2022). «Il silenzio è quello della politica che non legifera e delle associazioni che si girano dall’altra parte perchè l’argomento è scomodo. Non c’è più tempo, i canili non possono fronteggiare questa emergenza – dicono i responsabili – chiediamo leggi che tutelino questi cani dalla nostra incapacità, chiediamo regole e requisiti perchè non sono cani per tutti, chiediamo una “save list”  di cani da salvare». Al concetto quindi di “black list” di razze da vietare, il rifugio risponde con una “save list”, puntando l’attenzione sul fatto che si tratta di animali da tutelare dall’incompetenza e dall’irresponsabilità di chi non li sa gestire.

Cani difficili da gestire

«Smettiamola di dire che i cani sono tutti uguali – sottolinea Cezza – uguali sono  i loro diritti». A riprova di quanto siano soggetti particolari e non adatti a tutti, sulle pagine del rifugio sfilano le immagini di ospiti massicci, come Mambo, statuario molosso tutto muscoli. “Solo a guardarlo si può comprendere che non può essere affidato a chiunque – si legge a commento – solo a guardarlo ci chiediamo perché incrociare, ma anche selezionare in taluni casi, cani che possono avere questa fisicità. Dobbiamo andare a caccia di puma o di cinghiali? O dobbiamo convivere serenamente con la collettività delle nostre città e paesi? ”. Non solo Mambo. Nei giorni scorsi al canile sono arrivati otto nuovi pitbull di una “cucciolata casalinga”. «Noi li chiamiamo gli “scucciolatori seriali” che distribuiscono pitt e molossi senza un minimo criterio – spiega Cezza – magari su internet, o con il passaparola, facendo enormi danni».

“Serve un patentino”

Secondo i responsabili della Lega del Cane stilare una “save list” sarebbe il primo passo per rendere obbligatoria la formazione dei proprietari tramite un patentino che preveda un percorso di pratica  in campo. «Non è più possibile sostenere questa situazione per i canili, per le ATS, per i Comuni, per i cittadini e, soprattutto, per loro, per questi cani. Chiediamo una maggior tutela per loro: nel vuoto normativo si consumano maltrattamenti, abbandoni, vite disgraziate e buttate».

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