Nell’ultimo consiglio comunale prima delle elezioni è stato approvato il Piano di Governo del Territorio, ma a inizio seduta i consiglieri dell’opposizione si sono alzati e sono usciti in segno di protesta.
Il Piano che “disegna” la Segrate dei prossimi anni è ora nero su bianco. Sabato 9 maggio il Consiglio comunale ha approvato in via definitiva il nuovo PGT, il Piano di Governo del Territorio: il maxi-dossier urbanistico che traccia il futuro della città.
Una prima versione del documento era stata adottata a gennaio dall’aula consiliare. In questa seconda fase il lavoro si è concentrato sull’esame delle osservazioni (più di cento le proposte di modifica arrivate in Comune. Alcune sono state accolte integralmente, altre solo in parte, la maggior parte rigettate) fino all’approdo in aula per l’approvazione finale che è arrivata al termine di una lunga maratona in aula, segnata dallo scontro politico.
L’opposizione: “accelerazione elettorale su tema strategico”
La minoranza di centrodestra ha lasciato il consiglio contestando tempi e modalità dell’iter, definito “un’accelerazione elettorale” su un tema strategico per la città. «Il Piano di Governo del Territorio è uno degli strumenti più importanti per il fu-turo della città. Proprio per questo riteniamo grave la scelta di portarlo in Consiglio a fine mandato, a meno di venti giorni dalle elezioni», afferma a nome di tutto il centrodestra la capogruppo di Forza Italia Laura Aldini, che poi aggiunge sul nodo tempi. «Il Documento di Piano è scaduto dal 2022, senza che il tema sia mai stato ritenuto urgente. Oggi, a ridosso del voto, si impone una discussione accelerata su un tema strategico. Si tratta di un’operazione dal chiaro sapore elettorale».
Di segno opposto la replica della maggioranza, che ha parlato di un gesto irresponsabile.
«Si sono sottratti al confronto, mancando di rispetto nei confronti degli uffici e dei cittadini – taglia corto Marco Griguolo di Azione – Sono state dette falsità: il lavoro sul Piano è stato lungo e condiviso in commissione con la minoranza. Arrivare oggi a questo teatrino è pretestuoso».
Sempre dai banchi della maggioranza punge il consigliere di Segrate Viva, Federico Figini. «Il punto vero è la visione diversa della città – dice – Il PGT è lo strumento in cui questa differenza emerge con chiarezza».
Si trattava dell’ultima seduta del Consiglio Comunale, prima delle elezioni del 24 e 25 maggio 2026.



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