Due giorni e mezzo di chiusura alle primarie, che diventano sezioni elettorali. Un disagio per bambini e famiglie.
Si torna a votare e si torna a chiudere le scuole. È successo per il referendum di fine marzo e, a distanza di due mesi, si ripeterà a fine maggio, con le aule trasformate in seggi elettorali e bambini sfrattati dai banchi. Una situazione che riguarda tutte le scuole primarie segratesi: sette plessi scolastici distribuiti nei vari quartieri cittadini. In totale una popolazione di oltre 1.500 bambini con ovvie ricadute sull’organizzazione di altrettante famiglie con i figli a casa da venerdì mezzogiorno al mercoledì successivo. E lo “spauracchio” di una nuova chiusura in caso di ballottaggio, visto che l’ultimo giorno di scuola è previsto per lunedì 8 giugno, ma se dovesse esserci un secondo turno lo stop alle lezioni verrebbe anticipato a venerdì 5.
A marzo il Comune, attraverso Acquamarina, aveva offerto un camp gratuito, cosa ora non replicata. Va detto che la situazione segratese non è certo un’eccezione, anzi. Secondo una indagine di Cittadinanzattiva, l’88% delle sezioni elettorali italiane si trova all’interno di edifici scolastici. Nonostante siano stati stanziati fondi per spostarli, solo in pochi comuni questo è stato fatto.
In un documento inviato a tutti i candidati sindaci segratesi a fine marzo, le Associazioni Genitori di Segrate, chiedevano, tra le varie priorità, di “valutare sedi alternative per le consultazioni elettorali come biblioteche, palestre e centri civici, così da non interrompere l’attività didattica”. Un punto su cui tutti e tre i candidati si sono dichiarati d’accordo, ma che occorre poi mettere in pratica.



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