Dopo l’uscita da FdI e la candidatura civica a sindaco, Luca Sirtori ha deciso di entrare in Futuro Nazionale.
La novità era nell’aria. E ora trova una conferma pubblica. Luca Sirtori, candidato sindaco alle ultime elezioni comunali, è tra i promotori a Segrate di un comitato di Futuro Nazionale, il movimento politico guidato dal generale Roberto Vannacci. Sirtori ha preso parte all’assemblea nazionale del neopartito tenutasi a Roma il 13 e 14 giugno, appuntamento riservato ai delegati territoriali chiamati a rappresentare le realtà locali del movimento. Per Sirtori si tratta dell’ultimo passaggio di un percorso iniziato mesi fa. Prima l’uscita da Fratelli d’Italia, motivata dalla distanza rispetto agli assetti assunti dal centrodestra locale. Poi la candidatura civica alle amministrative come sindaco. Ora l’impegno nella costruzione territoriale di Futuro Nazionale.
«Non considero questa una svolta improvvisa – spiega – ma la naturale conseguenza di un ragionamento politico che porto avanti da tempo. Per me il tema centrale resta la coerenza. Quando la destra smette di fare la destra, o comunque attenua alcuni principi per inseguire mediazioni sempre più ampie, è normale che qualcuno cerchi una proposta più netta e più riconoscibile. Non per spirito di contrapposizione, ma per restare fedeli alle proprie convinzioni». Un ragionamento che, nelle sue parole, non si sovrappone all’esperienza amministrativa vissuta a Segrate. «La dimensione locale ha logiche diverse – dice – Amministrare una città significa affrontare problemi concreti e trovare soluzioni. Il dibattito nazionale riguarda invece anche valori, visione e identità politica».
Nel progetto di Vannacci, Sirtori dice di ritrovare proprio questi elementi. «Mi convince l’idea di una politica che si interroghi sulle cause profonde di alcuni fenomeni. Penso alla sicurezza, all’immigrazione, alla crisi demografica, al rapporto tra cittadini e istituzioni – prosegue – Sono questioni che molti cittadini percepiscono e sulle quali serve maggiore chiarezza. Credo che questa sensibilità esista e meriti una risposta politica credibile».
Tra i concetti che richiama ci sono appartenenza, tradizione e radicamento. «Bisogna ripartire dai principi che il nostro Statuto riconosce come fondativi: l’identità italiana, la nostra storia, la nostra tradizione, la sovranità nazionale, la centralità della famiglia naturale, la tutela della vita e il patrimonio spirituale e culturale della civiltà cristiana».
Da segnalare che c’è un secondo comitato di Futuro Nazionale a Segrate. Nel percorso di radicamento territoriale del partito di Vannacci prende forma un’altra realtà, attiva nella fase di costruzione del movimento sul territorio cittadino (qui il sito del movimento con i comitati). Il referente indicato per il secondo gruppo segratese è Sandro Romeo. I Comitati Costituenti rappresentano i primi nuclei locali chiamati a raccogliere adesioni, idee e contributi destinati a concorrere alla definizione della proposta politica. Per costituirne uno sono necessari almeno dieci iscritti. In questa fase possono convivere più comitati all’interno dello stesso Comune. Una formula pensata per favorire partecipazione e presenza sul territorio prima della definizione degli assetti organizzativi definitivi. Anche a Segrate il percorso si sviluppa quindi lungo più direttrici, destinate nei prossimi passaggi a convergere in un’unica sezione.



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