Chiude il Panificio Bramati di Segrate: dopo 53 anni l’ultima michetta sarà sfornata il 17 luglio

«È arrivata l’ora di riposarsi – sorride Egle Bramati, titolare con il marito Ulderico dell’attività fondata dai genitori nel 1973 –. È un orgoglio per noi aver portato il nostro pane sulle tavole dei segratesi». Sabato 18 luglio il saluto ai clienti

L’ultima michetta uscirà dal forno venerdì 17 luglio. Dopo 53 anni di attività chiude il Panificio Bramati di via Grandi 24, il più antico forno di Segrate, premiato nel 2024 con l’Ape d’Oro. E se una serranda che si abbassa per l’ultima volta è sempre una brutta notizia, lo è ancora di più quando riguarda una bottega che ha accompagnato la vita della comunità per oltre mezzo secolo.

Una storia iniziata nel 1973

«Andiamo a riposare dopo tanti anni di lavoro. Il forno si spegne, ma i ricordi restano accesi e saranno sempre con noi», racconta Egle Bramati, che ha servito generazioni di segratesi dal bancone del negozio di Segrate Centro, mentre il marito Ulderico – ex tornitore diventato fornaio dopo la prematura scomparsa di Marco, fratello di Egle – ha trascorso le sue notti in laboratorio, dove farina, acqua, sale e lievito si trasformavano ogni giorno in pane.

panificio bramati segrate

Egle Bramati e il marito Ulderico con la dedica della bambine e i bambini del Grest di Segrate Centro

«Abbiamo portato il pane sulle tavole dei segratesi, portando avanti il lavoro dei miei genitori Luigi e Luigia, che hanno aperto il panificio nel 1973. Questo per noi è un orgoglio e il nostro grazie va soprattutto alle clienti e ai clienti con cui abbiamo condiviso questa lunga strada», dice Egle.

Una storia profondamente legata a Segrate, che ha accompagnato la crescita della città e che nel 2024 è stata riconosciuta con la benemerenza civica dell’Ape d’Oro.

La michetta che ha accompagnato intere generazioni

Per decenni la michetta dei Bramati è arrivata sulle tavole degli alunni delle scuole cittadine e, fino all’ultimo giorno, anche al Grest di Segrate Centro insieme alla pizza: un appuntamento sempre atteso da bambine e bambini, che hanno voluto ringraziare Egle e Ulderico con un messaggio affisso da qualche giorno nella vetrina del negozio.

«Il profumo del pane appena sfornato al mattino è finito perfino in una tesi di laurea della nipote di una nostra cliente – sorride Egle –. Dal mio bancone ho visto crescere i bambini, invecchiare gli adulti, ma anche cambiare la società e le abitudini delle persone. Una volta il pane fresco era l’alimento base per tutti; oggi il consumo è diminuito e il poco tempo a disposizione ha spinto molti verso i supermercati».

La decisione di chiudere è stata difficile, anche se maturava da tempo. «Ci pensavamo da un po’ – racconta Egle –. La stanchezza c’era, ma ogni volta che tornavamo dopo le ferie estive ci tornava anche la voglia di ricominciare. C’è dispiacere, nostro e anche di mia mamma Luigia, che oggi ha 90 anni e si era perfino offerta di venire ad aiutarci pur di non chiudere. Abbiamo però sentito che fosse arrivato il momento giusto per voltare pagina».

E adesso? «Chi lo sa – risponde con il sorriso che tanti segratesi conoscono bene –. Di sicuro non siamo capaci di stare con le mani in mano. Magari ci dedicheremo a qualche associazione, al volontariato. A Ulderico piacerebbe anche trasmettere il suo mestiere e quella passione che per tanti anni lo ha fatto alzare all’alba per panificare».

Un impegno che, in forme diverse, continuerà sicuramente. Così come continuerà quella solidarietà discreta che i Bramati hanno sempre praticato, senza proclami, aiutando chi aveva bisogno.

L’ultimo saluto ai clienti

Dopo l’ultima apertura di venerdì 17 luglio, il Panificio Bramati riaprirà ancora una volta sabato 18 luglio, dalle 10.30, per un aperitivo aperto a tutti: amici, clienti e cittadini. L’occasione per salutarsi e gustare insieme, un’ultima volta, la storica “michetta di Segrate”.

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Federico Viganò
Laureato in comunicazione alla Statale di Milano e giornalista dal 2007, ho scritto e fatto “cucina redazionale” per periodici locali e nazionali. Sono appassionato di informazione locale, editing, grafica e ciclismo su strada, anche se vado più veloce sulla tastiera che sui pedali. Ho ideato e dirigo il Giornale di Segrate.

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