Dall’Idroscalo alla Francia: le Pink Amazons in barca per rinascere dopo il tumore

Le “amazzoni rosa” si allenano all’Idroscalo per pagaiare e sensibilizzare su prevenzione e diagnosi precoce del tumore al seno.

Dall’Idroscalo alle acque del lago del Bourget, in Francia. Le Pink Amazons hanno portato la loro storia e il loro messaggio all’IBCPC Dragon Boat Festival di Aix-les-Bains, uno dei più grandi appuntamenti internazionali dedicati alle donne che hanno affrontato il tumore al seno. Dal 24 al 30 agosto, il festival ha riunito circa 4.500 partecipanti provenienti da 25 Paesi, accomunate dalla stessa esperienza e dalla stessa passione per il dragon boat.

Le Pink Amazons Dragon Boat Milano sono un’associazione nata nel 2013 dall’iniziativa di sette donne operate di tumore al seno e oggi conta 34 soci tra donne operate e supporter.

La loro missione, portata avanti a colpi di pagaia, è sensibilizzare quante più persone possibili, sia donne che uomini, sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce del tumore al seno. La loro casa è l’Idroscalo: lì organizzano allenamenti sulle grandi canoe decorate e si preparano per affrontare sfide in tutta Italia e internazionali.

Nel 2018 , le Pink Amazons che hanno partecipato all’IBCPC Dragon Boat Festival di Aix-les-Bains in Franciavevano già partecipato al festival IBCPC organizzato a Firenze, ma dopo aver dovuto rinunciare all’edizione in Nuova Zelanda, troppo lontana e costosa, questa volta non hanno voluto mancare. «Inizialmente dovevamo essere in molte di più, ma alla fine siamo partite in quattro. Nonostante tutto eravamo felicissime di esserci», racconta Annalisa, una delle quattro “amazzoni rosa” che ha partecipato al festival, insieme a Barbara, Erminia e Marzia.

Annalisa, Barbara, Erminia e , le Pink Amazons che hanno partecipato all’IBCPC Dragon Boat Festival di Aix-les-Bains in Francia

Il festival francese sul lago del Bourget

Da sole non avrebbero potuto formare un equipaggio completo e così è nata una collaborazione con altre squadre italiane che ha portato alla composizione delle “Italia Dragon Sisters”, un equipaggio così grande che ha gareggiato su due imbarcazioni. Sul dragon boat delle Pink Amazons c’erano anche le Crisalidi di Formia, Dolomites Pink Ladies di Bolzano, Sirene Partenopee di Napoli e Aquile Rosa di Palermo. Una “ciurma” che ha attraversato simbolicamente tutta la penisola, dal Nord alle isole.

Le gare, inizialmente previste sui 200 e 500 metri, non sono andate secondo i programmi. Il maltempo ha modificato il calendario e l’equipaggio ha potuto partecipare soltanto alla prova sui 200 metri, venendo poi squalificato a causa delle difficili condizioni del lago. Ma il risultato, per le Pink Amazons, era l’ultima cosa importante. «Il nostro obiettivo non era vincere o portare a casa una medaglia. Era esserci, condividere e divertirci. La nostra vittoria è essere sulla barca, ancora una volta insieme».

Hanno approfittato del tempo libero extra per condividere anche esperienze da turiste: «abbiamo visitato musei e chiese, affittato pedalò, condiviso momenti conviviali… Abbiamo fatto esperienze che non è scontato ripetere e ci siamo divertite tantissimo!».

Una squadra per rinascere

Le Pink Amazons si definiscono «una squadra per rinascere» e per loro il dragon boat è più di uno sport, innanzitutto per il forte valore simbolico. Sia del ritmo scandito dal tamburino, metaforicamente il cuore dell’equipaggio. Sia della barca, che diventa simbolo di un percorso più grande. «La resilienza per noi significa anche risalire su una barca rovesciata, superare le avversità della vita e andare avanti».

Per chi ha affrontato un cancro al seno, però, scelta della disciplina del dragon boat non è solo una metafora di rinascita. Ha anche una funzione concreta: il movimento ritmico della pagaiata aiuta a contrastare il linfedema al braccio, una possibile e invalidante conseguenza degli interventi e delle terapie per il tumore al seno.

Ora sono già tornate in acqua e guardano ai prossimi appuntamenti. Ma c’è anche un appello: tutte le attività sono autofinanziate e le Pink Amazons cercano sponsor che possano sostenerle. «Abbiamo bisogno di qualcuno che ci aiuti a fare da volano per la nostra missione», spiega Annalisa.

Una urgenza che sente ancora più forte dopo l’esperienza in Francia: «tra le Brest Cancer Survivors ho visto tante ragazze giovani – racconta – Questo ci ricorda quanto siano importanti la prevenzione e soprattutto la diagnosi precoce dobbiamo pagaiare ancora di più e più forte per diffondere il nostro messaggio».

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Valentina Drago
Giornalista pubblicista freelance. Speaker radiofonica per passione. Sempre a caccia di storie emozionanti, ama scrivere di sport, società e cultura. Dal 2025 collabora con Giornale di Segrate.

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