Emanuele Pastore, prossimo 19enne (22 ottobre) pilota segratese “onda d’oro” 2026 conclude la stagione nei top five di campionato mondiale. E ora si guarda al 2027
Domenica 11 ottobre in Portogallo, sul circuito dell’Estoril si è conclusa la stagione sportiva 2026 del giovane pilota segratese Emanuele Pastore che noi del Giornale di Segrate seguiamo fin dalle sue prime vittorie sulle minimoto.
Ungheria, Spagna, Regno Unito, Francia, Italia e infine Portogallo: sei tappe, dodici gare e una fitta serie di test intermedi. È stato un Mondiale intenso per Emanuele, che si è misurato con piloti provenienti da ogni angolo del pianeta seguendo lo stesso calendario della Superbike. Era dai tempi di Max Biaggi dal 2012 che un italiano non vinceva il mondiale e la vittoria quest’anno dell’italiano Nicolò Bulega potrebbe rivelarsi un segnale premonitore.
I freddi numeri di Emanuele parlano di una stagione piena di soddisfazioni.
Dodici gare con cinque podi. Una vittoria, un secondo posto e tre terzi posti e due giri più veloci in gara. Un bilancio di 156 punti che lo proiettano al 4 posto in campionato, primo degli italiani.
Correre in un monomarca, quindi tutti con la moto uguale, vuol dire dover attingere solo su se stessi la necessaria aggressività per lottare metro dopo metro.
La stagione è iniziata in maggio in Ungheria e poi, tappa dopo tappa, si è completata in Portogallo a metà ottobre. Abbiamo posto a Emanuele alcune domande.
Emanuele, 12 gare ma forse gara 1 in Spagna ad Aragon è quella che ricordi di più?
La pista di Aragon mi piace molto per i suoi sali e scendi e per i suoi curvoni veloci. Ho un bel rapporto con questa pista visto che ci ho vinto la prima gara in questo campionato quest’anno. Quella è stata una vittoria speciale e molto importante.
A Cremona ti abbiamo visto scherzare e ridere con il vincitore del campionato il giapponese Takahira. Com’è stato il rapporto con tutti questi piloti e i lori team, ognuno diverso tra loro ?
Solitamente fuori dalla pista ho un bel rapporto con i miei avversari perché c’è un rispetto reciproco. Quando però entri in gara ognuno vuole vincere quindi i tuoi avversari diventano tutti “nemici”.
Nel calcio giocare in trasferta vale di più che giocare in casa per la pressione del tifo contrario. Per te invece Cremona è stata forse la tappa più difficile. Che esperienza hai acquisto dal quella tappa?
La tappa di Cremona mi ha portato un bel po di esperienza. Ero molto convinto di fare bene in quanto conosco bene la pista e ci giravo anche molto forte sin dal venerdì purtroppo però il weekend non è andato come sperato a causa di un errore dato da un eccesso di confidenza mentre ero in prima posizione.
Ultima tappa a Estoril con due podi, un terzo e un secondo posto. Un bel risultato anche per il tuo team ARCO MotoR University Team.
La tappa di Estoril é andata molto bene: siamo andati molto vicini alla vittoria in entrambe le gare e abbiamo lottato fino alla fine per la vittoria del campionato. Sia io che il team siamo soddisfatti del lavoro fatto.
C’è un gruppo che si chiama FAN EMANUELE PASTORE: vuoi dire qualcosa a loro che ti hanno seguito per tutta la stagione?
Questo gruppo è stato creato da mio papà: ne fanno parte molte persone che mi continuano a sostenere gara dopo gara e a cui dunque sono molto grato per il loro continuo sostegno e supporto morale!
A Segrate ci sono tanti ragazzi che ti ammirano, vuoi dire loro qualcosa?
Sono contento che ci siano ragazzi della mia città che mi stimano e per questo li ringrazio molto. Il supporto di chiunque è fondamentale per la mia crescita sportiva.
So che stai costruendo la prossima stagione. Ci puoi anticipare qualcosa?
L’obbiettivo iniziale sarebbe stato quello di passare al mondiale Sportbike o più realisticamente partecipare alla Yamaha R7 worldcup purtroppo però a causa del budget molto limitato il futuro non é ancora definito.
Grazie Emanuele. Quindi chiunque voglia aiutare Emanuele le possibilità sono tante e di vario tipo. Sponsor fatevi avanti! Potete contattare il giornale scrivendo a: sport@giornaledisegrate.it


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