Voleva lasciare la scuola, ora è diplomata grazie alle sue otto “mamme”

Una rete di solidarietà ha aiutato una ragazza segratese a completare gli studi

Da un tunnel buio imboccato quasi senza accorgersene, a un sorriso aperto mentre posa con il diploma per un selfie da spedire alle sue “mamme”. La storia di Alice, il nome è di fantasia, è un percorso a ostacoli con un epilogo che fa bene all’anima. Tutto inizia cinque anni fa, quando, dopo essere stata bocciata in seconda media, Alice approda alla Sabin, nella sezione musicale. Suona il violino, è una ragazzina che si fa ben volere da tutti, suscita empatia senza alcuna fatica. Eppure, c’è un’ombra strana, la sua è una vita scompigliata, manca un punto di riferimento e allora sembra perdersi. In terza le cose non vanno bene, i voti sono pessimi, un giorno lei decide di mollare tutto. Quando vengono a sapere che Alice non si fa più vedere in classe, ecco che otto famiglie intervengono e decidono di non lasciarla dentro a quel tunnel. «Siamo andati a parlare con i professori – racconta Stefania Simoncini – e abbiamo trovato grande disponibilità. Così, ci siamo organizzati: ciascuno di noi ha messo a disposizione il proprio tempo e le abbiamo dato ripetizioni per recuperare alcune materie. L’abbiamo fatto coinvolgendo anche i nostri figli, formando gruppi di studio: è stato uno sforzo notevole, nessuna di noi è casalinga, abbiamo dovuto conciliare lavoro, famiglia e questa missione particolare. Quando Alice ha sostenuto l’esame, superandolo, eravamo tutte lì, commosse e felici».

A quel punto, chiuso un ciclo bisognava impostarne un altro, e anche in questo caso le “mamme” in missione non si sono sottratte. «Siamo riuscite a indirizzare la scelta per il futuro di Alice verso un percorso che potesse fare al caso suo – prosegue Simoncini – rintracciando un istituto alberghiero di Ponte di Legno». Qui entra in gioco l’associazione segratese “Mission Onlus, nata nel 2003 e attiva in India, Perù, Filippine, che nel suo statuto ha anche il progetto di una borsa di studio per un ragazzo della nostra città. Scelgono Alice, pagano parte della retta e del convitto, ma resta una somma scoperta. E allora ecco l’idea delle “mamme”: un evento per raccogliere fondi, una serata in Commenda che chiamano “Note in borsa”. «Abbiamo coinvolto tutti, mettendo sul palco l’orchestra della Sabin. In tanti ci hanno dato una mano: artisti di primo piano, come Margherita Antonelli di Zelig; Alessandro Bontempi, nonostante la Commenda non fosse “sua” in quegli anni, ha curato l’allestimento degli spettacoli. Tutti lì a titolo gratuito. E lei, Alice, si è data da fare; nella seconda edizione, ad esempio, ha preparato il rinfresco». Per aiutare “Note in borsa” si può anche ricorrere alla donazione del 5 per mille, oltre a comprare il biglietto per l’ultimo spettacolo, in programma il 28 settembre. Già, perché qualche settimana fa Alice ha concluso il triennio di studi: promossa, con tanto di selfie. Vuole fare la chef, ha completato il tirocinio in un ristorante di Milano (manco a dirlo, trovato dalle sue “mamme”) ora è a caccia di un lavoro, aspettando il diciottesimo compleanno alle porte.

E loro sono orgogliose. Margherita Napolitano, Chiara Ujka, Sonia Mombelli, Costanza Bergellini, Maria Antonietta Rubino, Barbara Rossetti, Paola Zucca e Stefania Simoncini. Giusto citarle tutte e otto le componenti del “Comitato Mamme Arcobaleno”, perché ciascuna ha avuto un ruolo fondamentale in questa storia. «Io ero quella che la sgridava», sorride Stefania. «è stata una scommessa, anche un rischio, ma è servita anche a noi – dice Napolitano – si è creata una squadra che è ancora qui e qui resterà». Un investimento, per così dire, che ha senso anche perché i benefici ricadono sul territorio, perché ora Segrate ha un Alice in più, riscattata in extremis per così dire. Le ha sempre tenute aggiornate Alice, il successo è suo, ribadiscono loro, ma ha voluto condividerlo con una gratitudine che commuove. Non è stato facile, ma adesso è sui binari giusti, ha un ragazzo che le vuole bene, ha le idee chiare. Non vuole proseguire con il biennio specialistico, preferisce trovare un’occupazione e iniziare un suo percorso, ma ha già detto a “mamma” Stefania che più avanti seguirà dei corsi per affinare la tecnica. «Quando è partita per Ponte di Legno si è sentita un po’ rapita, ma ora non perde l’occasione per dirci che sarà sempre grata per questa opportunità di crescita». E, dicevamo, ha fatto crescere loro, i grandi, che adesso la ringraziano a loro volta.

Be the first to comment on "Voleva lasciare la scuola, ora è diplomata grazie alle sue otto “mamme”"