Aule open-air all’Istituto Sabin. “La scuola si fa anche in cortile”

Protezione Civile e Ragazzi di Robin al lavoro alle medie di Milano2 per realizzare bordure per orti permanenti

Partito il progetto che prevede di sfruttare lo spazio esterno alle classi per fare lezione all’aperto.

Quante volte abbiamo visto i cortili delle nostre scuole animarsi durante gli intervalli e restare deserti per tutto il resto delle ore scolastiche. C’è un progetto all’Istituto Sabin di Milano2 e Redecesio per trasformarli in vere e proprie “aule all’aperto”, luoghi in cui non solo giocare durante la ricreazione, ma anche fare lezione. Il progetto si chiama “La scuola è in cortile”: un progetto ambizioso, spinto sia dall’emergenza Covid e dall’importanza di stare all’aria aperta, ma anche da una visione innovativa del “fare scuola”, in cui il “fuori” regala nuovi stimoli e innumerevoli potenzialità.

«Si tratta di un progetto didattico – spiega Antonella Bellomo, docente di arte e immagine e coordinatrice dell’iniziativa – il cui obiettivo è quello di sfruttare i nostri spazi esterni, che per fortuna non mancano né a Milano2 né a Redecesio, come aule all’aperto, in cui fare attività multidisciplinari, dal disegno dal vero, al laboratorio scientifico, alla classica lezione con lavagne mobili». 

Tutti e sette i plessi dell’Istituto, che comprende materne, primarie e secondarie, sono stati coinvolti nell’iniziativa. I docenti hanno espresso le loro adesioni e le loro esigenze, in base alle quali la scuola ha stanziato una cifra non irrisoria: circa 9.600 euro, che serviranno per l’acquisto di materiali specifici per esterni. Si tratta dell’investimento più importante, all’interno dei progetti approvati dalla scuola per quest’anno, finanziato anche dai contributi volontari delle famiglie. Le Associazioni Genitori di Milano2 e Redecesio hanno sposato con entusiasmo il progetto, sostenendolo con parte dei fondi raccolti tra le mamme e i papà. A Redecesio l’associazione ha acquistato un gioco motorio da installare in giardino, mentre a Milano2 sono stati ordinati materiali per realizzare gli orti scolastici per un investimento totale di 5mila euro. Alle medie Sabin si sono visti nei giorni scorsi i primi… contadini. Con l’aiuto volontario dei Ragazzi di Robin, della Protezione Civile e dell’amministrazione comunale, sono state posate le bordure per la realizzazione di tre grandi aiuole dove saranno creati orti permanenti che saranno gestiti dal corso scientifico. I ragazzi si occuperanno di coltivare e curare le piantine che daranno lo spunto per molte lezioni ambientali. 

«La differenza con gli altri anni in cui si erano già sperimentate varie coltivazioni, è che ora si tratta di un orto permanente – spiega la docente – una vera e propria aula a cielo aperto». Oltre all’orto è anche stata acquistata una compostiera per il riciclo degli avanzi della mensa e gli scarti vegetali ed una piccola cisterna per la raccolta diretta dell’acqua piovana proveniente dal tetto che servirà per l’irrigazione dell’orto. «E’ nostra intenzione poi intervenire su altre aree del cortile – aggiunge Bellomo – per mettere a dimora piante erbacee, fiori di campo e qualche pianta arbustiva di modesta dimensione, per fare lezioni di osservazioni dal vero oltre che per rendere più accogliente lo spazio esterno. Stiamo anche pensando di coinvolgere gli studenti nell’elaborazione di targhe per il riconoscimento delle diverse specie arboree presenti nel cortile e di attivare dei laboratori di pittura all’esterno per decorare il parapetto bianco vicino all’area didattica dell’orto».

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A Redecesio sono stati genitori e nonni a rimboccarsi le maniche (sopra le foto) e a dare il proprio contributo per far partire il progetto. Sabato 26 febbraio si sono ritrovati nel giardino della materna Munari armati di seghe, trapani, levigatrici e hanno trasformato oggetti di riciclo in arredi per il giardino. Ceppi di alberi provenienti dalle potature di questo autunno sono diventati sedute per lezioni in cerchio; mentre bancali e bobine di legno, donati da aziende del territorio, sono stati trasformati in tavoli e in altre panche. I genitori hanno poi ripulito il giardino interno che, grazie all’aiuto di un nonno volenteroso, sarà trasformato in un orto. «Un esempio virtuoso e direi commovente di collaborazione tra  famiglia e scuola», ha commentato la dirigente Elisabetta Trisolini.

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