«Così “riparo” l’arte. Da piccola mi costruivo i libri da sola…»

La restauratrice Adèl Török si è formata tra Budapest, Firenze e Oxford. Ora lavora a Segrate, dove si è trasferita due anni fa

Da Budapest a Segrate passando per Firenze e Oxford. Con un bagaglio di esperienze professionali cresciuto in alcune delle “capitali” della cultura europea ma anche una convinzione, e cioè che «ogni oggetto d’arte, blasonato o no, ha dignità e merita di essere trattato con cura e rispetto». Adèl Török, ungherese di nascita e italiana d’adozione, è una restauratrice specializzata in dipinti e libri antichi, decorazioni d’interni e cornici. E, dopo essersi trasferita a Segrate, ha da poco avviato in città, nella sua “casa-bottega” di Rovagnasco, un’attività di restauro ma anche di realizzazione di oggetti d’arte su richiesta come album, libri pop-up o copie di dipinti di ogni epoca.  

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«Con l’Italia è stato un colpo di fulmine – sorride Adèl – ho visitato Firenze per la prima volta quando frequentavo l’Università delle Belle Arti di Budapest e lì ho scoperto la bottega di Stefano Scarpelli, dove alcuni anni dopo sono andata a specializzarmi». È qui che Adèl ha messo mano su capolavori dell’arte, tra cui dipinti e pale d’altare dell’epoca rinascimentale. Un percorso proseguito in Inghilterra, dove si è trasferita nel 2016 con il suo compagno, italiano, stabilendosi a Oxford. «Qui ho ripreso l’attività che avevo studiato a Budapest al liceo e cioè la rilegatura e il restauro di libri antichi, mappe, pergamene – racconta – ovviamente lavoravamo molto con l’università e i docenti ma anche con clienti che volevano sistemare volumi magari senza un particolare valore che non fosse quello sentimentale, d’affetto. Ricordo con piacere di aver recuperato un vecchio libro di ricette tramandato di generazione in generazione, diventato ormai illeggibile, o anche delle Bibbie di famiglia… ecco, per me il restauro è anche questo, ho una vera passione per ogni libro o dipinto, che sia un Masaccio o un quadro sconosciuto».

«Con l’Italia è stato un colpo di fulmine – dice – mi occupo di dipinti, libri, cornici, interni: ogni oggetto antico merita cura e rispetto, da un Masaccio a un ricettario di famiglia…»

 Come è nata questa passione? «Da bambina mi costruivo i libri piegando i cartoncini – racconta Adèl – amavo disegnare ma anche l’oggetto d’arte in sé, il restauratore è una figura che sta tra l’artista e l’artigiano, deve essere umile e rispettare l’autore delle opere sui cui lavora. Ho avuto la fortuna di far diventare questa passione il mio lavoro e di aver potuto viaggiare grazie a programmi di studio internazionali per approfondire la mia formazione». Ma davanti a opere importanti, uniche, non trema la mano? «C’è una responsabilità, certo, ma ci sono metodi e procedure specifici che guidano i nostri interventi che nei casi più complessi sono frutto di un gioco di squadra».

Quando si pensa a un restauratore vengono in mente musei, mercanti e collezionisti… «No, non solo – sorride – come dicevo per me ogni oggetto antico ha dignità e come tale va rispettato. Ho seguito progetti molto complessi commissionati da importanti istituzioni, ma ho anche lavorato su disegni, dipinti, cornici “di famiglia” o anche elementi d’arredo e decorazioni domestiche. Nel 2019 ho avuto un bambino e mi sono dedicata a lui negli ultimi anni, ora ho ripreso l’attività e mi piacerebbe portare questa mia esperienza anche nella mia nuova città, Segrate, dove mi trovo molto bene». 

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