«Lavoro e realizzazione, la Giornata della Donna deve rilanciare questi due temi»

Ottavia Zerbi, presidente dell’Associazione D come Donna

Intervista alla Presidente dell’associazione segratese D come Donna. Oggi alle 17 spettacolo al Verdi

Un evento a metà strada tra uno spettacolo teatrale e una conferenza. Si può definire così “Attente a noi” di Stefania Apuzzo, il contributo di D come Donna alle celebrazioni per la Festa della Donna dell’8 marzo. «Si passano in rassegna le varie maschere che le donne sentono di dover indossare perché imposte loro dal mondo maschile, dai padri, dai mariti – spiega la presidente dell’associazione segratese, Ottavia Zerbi, presentando lo spettacolo –  perché è giusto essere consapevoli che possiamo ricoprire più ruoli e che li possiamo autodeterminare, ma per farlo bisogna conoscere quali sono quelli legati al concetto di patriarcato».

Lo spettacolo “Attente a noi” si terrà venerdì 8 al Verdi alle ore 17 (ingresso libero) e sarà l’apertura della nuova edizione della rassegna “Una trama di fili colorati”, un contenitore di eventi legati al mondo femminile. «E questo 2024 vivrà su due tematiche importanti – rivela Zerbi – quella del lavoro, con i tanti stereotipi da combattere e una parità di genere ancora da raggiungere, e la libertà di noi donne essere quello che vogliamo. Perché ognuna se sceglie una strada e la percorre per se stessa, beh quella strada è la chiave per la felicità e il benessere psicologico».

Al tema del lavoro verrà dedicato anche un incontro al quale D come Donna sta lavorando e che dovrebbe tenersi nell’ambito della “Civil Week”, tra il 9 e il 12 maggio, e che avrà come protagonisti bimbe e bimbi delle scuole. Dicevamo di una parità di genere ancora distante, anche nei luoghi di lavoro. «Siamo ancora molto indietro – sostiene Zerbi – perché a parte i proclami sono sempre le donne ad essere costrette a lasciare il lavoro o a chiedere contratti part time, che peraltro ultimamente non vengono neppure concessi. Anzi, dopo il Covid i dati su questo fronte sono peggiorati e non poco. Se da un lato i singoli uomini sono più consapevoli e cominciano a cambiare atteggiamento nell’aiutare le donne nel contesto familiare, aziende e istituzioni continuano a non fare la propria parte». Ecco perché si è scelto di affrontare questa tematica con maggior attenzione, senza ovviamente rinunciare al resto del calendario consueto di attività dell’associazione: dagli incontri di AllegraMente, alle rappresentazioni teatrali, passando per le presentazioni di libri con donne al centro e la conclusione del ciclo di conferenze “Le tre età della donna”. Oltre ovviamente a tutte le iniziative per contrastare la violenza di genere e i femminicidi.

«Ma io per questo 8 marzo chiederei, paradossalmente, un’attenzione sulla donna in generale e non solo sulla violenza che in questi mesi è stata centrale e che, si badi bene, è un tema enorme – chiosa Zerbi – ma la Giornata della Donna deve concentrarsi anche su altri aspetti e promuovere il superamento di una contrapposizione di generi che lascia le cose immutate».

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