A portare avanti la petizione a Segrate un gruppo di ciclisti guidato dal “veterano” Cadei: «Quell’attraversamento è pericoloso».
Sergio Cadei e le due rute a pedale hanno una storia di 80 anni buoni. Passione viscerale condivisa con un gruppo di sodali, viaggio che resiste ancora e che negli anni lo ha portato ad essere alfiere di varie battaglie per ottenere piste ciclabili, da quella verso la Besozza a quella che collega a San Bovio.
«Il Comune di Segrate è encomiabile», si affretta a precisare prima di lanciare la nuova chiamata alla… firma. Stavolta il problema da risolvere è sulla rotonda del Marconi, quella di accesso alla “sua” San Felice. «L’attraversamento, anche a causa di un cespuglio che oscura la visuale, è pericolosissimo: non possiamo aspettare che ci scappi il morto – afferma Cadei – per questo sto raccogliendo le firme per chiedere al Comune di posizionare lì un semaforo a chiamata».
E il suo sforzo ha già portato oltre 50 cittadini a sottoscrivere la petizione, sistemata sul bancone del bar “La Caffetteria” in Piazza Centro Commerciale, a disposizione di chi volesse allungare la lista dei sostenitori. «Non so quante ne servono – dice il “pasionario” del pedale – ma credo che cercherò di coinvolgere anche altri quartieri di Segrate e poi mi rivolgerò all’amministrazione, con diplomazia, perché è l’unico modo per ottenere il risultato».
A dargli una mano, Segrate Ciclabile, associazione della quale Cadei è stato vicepresidente a lungo in passato. Da domenica scorsa si può firmare la petizione anche presso la ciclofficina, ovviamente solo nei pomeriggi del giorno festivo, il momento di apertura del presidio in via degli Alpini. «Anche in virtù della nuova ciclabile verso sud e del flusso di biciclette che aumenterà, la soluzione del semaforo a chiamata è quella giusta – spiega Stefano Lodi, referente dell’associazione – e peraltro crediamo possa essere opportuna anche per la futura linea 5 della rete Cambio, all’altezza della rotonda dell’aeroplanino».
Cadei era… assurto agli onori delle cronache qualche tempo fa per una surreale multa presa proprio in bicicletta. «Il sindaco quando mi vede cambia marciapiede», sorride bonario. Ma lo spirito battagliero è sempre quello e quel semaforo a San Felice è il nuovo traguardo da tagliare.



Be the first to comment on "A San Felice raccolta firme per il semaforo"