La preoccupazione di alcuni residenti per gli occupanti dello stabile fatiscente di Novegro, a Segrate. C’è anche una colonia di gatti.
La svolta di un mese fa, quando era stata annunciata la demolizione e riqualificazione dell’area, era stata salutata con favore dai residenti di Novegro, d’altronde quello stabile pericolante a pochi metri dalla scuola era una ferita che andava curata. Ora che i lavori sono prossimi al via – e prevedono oltre a nuove residenze anche la realizzazione di un immobile di 100 metri quadri che passerà al Comune e verrà utilizzato per dare una casa alle associazioni del quartiere – c’è da gestire lo sgombero di Cascina Bruciata.
All’interno, infatti, vivono delle persone che hanno occupato i locali, approfittando di una sorta di oblio durato decenni. Dovranno lasciare la cascina contestualmente all’ingresso degli operai che procederanno alla demolizione dello stabile. Alcuni residenti, tra i quali Emanuela Ronzone, voce attiva del quartiere, hanno chiesto al Comune di intervenire per tutelare queste persone in difficoltà e anche la colonia felina che si è formata a ridosso di Cascina Bruciata.
«Purtroppo non sono residenti e neppure lo sono stati in passato – spiega l’assessore ai Servizi sociali, Guido Bellatorre – e questo fa sì che il Comune non abbia competenze. Se fossero stati segratesi avremmo potuto intervenire cercando di mettere in campo percorsi di housing sociale o soluzioni abitative temporanee, ma in questo caso l’unica cosa che possiamo fare è indirizzarli verso le strutture di accoglienza del Comune di Milano, anche perché in Martesana non abbiamo dormitori pubblici di riferimento per gestire queste emergenze. Non ce ne laviamo le mani, ma purtroppo non possiamo fare altro».
Una decina di giorni fa, la polizia locale si è recata sul posto per un primo censimento delle persone interessate. Un popolo sfuggente, però, che cambia di numero in maniera piuttosto repentina. Fatto sta che a brevissimo, questione di ore, quella che per loro è casa diventerà off limits, con le ruspe che sono ormai pronte a varcare la recinzione esterna. «Quando il cantiere verrà aperto – chiarisce Bellatorre – sarà presente un presidio della polizia locale per gestire la situazione». Sarà un momento delicato e complesso, come ogni sgombero del resto.



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