«Che emozione portare la fiamma olimpica!» la testimonianza di Giorgio Gibin, tedoforo segratese

Giorgio Gibin, di Novegro, tedoforo per Milano-Cortina 2026

Novegrino, ha portato la fiaccola nella tappa di Vimodrone giovedì 5 febbraio: «Sono stato vip per 5 minuti!» .

La telefonata di convocazione l’ha ricevuta solo due giorni fa e oggi, giovedì 5 febbraio, Giorgio Gibin, 50enne segratese, si è ritrovato con la divisa di Milano-Cortina 2026, tedoforo ufficiale in una delle tappe della torcia olimpica verso Milano.

«Avevo mandato la mia candidatura tempo fa – racconta – ma non ne avevo saputo più nulla fino a martedì quando mi hanno chiamato per dirmi che avrei partecipato alla tappa di Vimodrone».

Detto fatto, questa mattina Giorgio si è presentato al punto di incontro in una palestra del comune vicino: «Eravamo una cinquantina di persone – racconta – e già questo momento comunitario è stato molto emozionante perchè ognuno ha portato la propria storia. Ad esempio una signora ha confidato che proprio pochi giorni prima aveva avuto conferma di aver sconfitto un tumore e quindi per lei questa giornata aveva un valore ancora più grande. Tutti comunque eravamo super emozionati – continua – Ci hanno consegnato le divise e poi ci hanno spiegato cosa avremmo dovuto fare».

A quel punto Giorgio è stato portato con i “colleghi”  nel punto su strada a lui designato e qui, con la torcia, rigorosamente spenta, in mano, ha atteso che arrivasse il tedoforo precedente per passargli il testimone.

«In quei minuti di attesa sono diventato un vip – racconta sorridendo – in molti mi hanno chiesto di farsi un selfie con me, ero al centro dell’attenzione». Ancora di più quando è arrivato il “suo” momento: «Prima di me c’erano i ragazzi della comunità Kayros di Vimodrone – spiega – sono stati loro, in gruppo, ad arrivare con la torcia accesa. A quel punto c’è stato il momento della “torch kiss”, cioè quando le due fiaccole si toccano e si scambiano simbolicamente la fiamma. E sono partito con la torcia accesa per percorrere i miei 400 metri. Una emozione enorme, che ancora mi fa venire la pelle d’oca a raccontarla…».

Per qualche minuto il segratese Giorgio è stato l’unico portatore della fiamma olimpiaca nel suo viaggio da Olimpia a Roma, verso la meta finale: Milano dove domani, 6 febbraio, ci sarà la cerimonia inaugurale.

«Ha un potente significato simbolico – racconta – e soprattutto è capace di attrarre persone nel segno della condivisione e della gioia. Intorno a me vedevo volti sorridenti, bambini che agitavano le bandierine, persone che salutavano dai balconi: un clima di festa bellissimo».

A Giorgio è rimasta la divisa (“non l’ho ancora tolta!”) e il tappo della torcia come souvenir di una giornata da incorniciare.

 

 

 

About the Author

Laura Orsenigo
Laura Orsenigo. Giornalista professionista, da 20 anni vive a Segrate. Dopo diverse esperienze in tv, riviste di settore e web, dal 2018 collabora con il Giornale di Segrate. Dal 2025 è il direttore responsabile della testata.

Be the first to comment on "«Che emozione portare la fiamma olimpica!» la testimonianza di Giorgio Gibin, tedoforo segratese"

Rispondi