Ecco i piani dell’amministrazione attuale sul polmone verde, di proprietà comunale, tra Milano2 e Rovagnasco.
Sopralluogo di sindaco e vicesindaco nel Golfo Agricolo con i progettisti incaricati di sviluppare un piano di intervento (foto sotto) sul polmone verde oggi di proprietà comunale.
700MILA METRI QUADRI PUBBLICI
La parte principale del Golfo agricolo, pari a circa cento campi da calcio, proprietà di privati, nel settembre 2024 è stata rinfatti riscattata da 2C Sviluppo Immobiliare per poi essere ceduta al Comune nell’ambito di una ampia operazione di perequazione immobiliare partita dalla rigenerazione dell’ex Cise di Redecesio, dove sta per sorgere un data center sviluppato da CyrusOne. Questi terreni, che per vent’anni sono stati al centro di una disputa prima politica e poi giudiziaria, sono dunque passati alla città di Segrate: un’ oasi di 700 mila metri quadrati oggi patrimonio pubblico e da poco entrata a far parte dei Parchi Locali di Interesse Sovracomunale.

METÀ AREA AGRICOLA
Il tema da allora è cosa farne, e soprattutto come gestire un territorio così vasto e che dunque richiede grandi investimenti in termini di manutenzione. Il Comune ha incaricato la società West 8, studio olandese di architettura del paesaggio, e l’architetta Elena Stevanato, di elaborare un masterplan «che sia sostenibile economicamente – spiega il vicesindaco Francesco Di Chio – . Il nostro obiettivo è che si auto-sostenga attraverso attività che possono trovare casa in quest’area riportandola a quella che è la sua vocazione, come dice il nome stesso, cioè quella agricola». L’idea è quella di destinare una parte “tra il 50 e il 60%” a coltivazioni, affidandole ad aziende agricole, e il resto a parco pubblico. «Con l’idea però che siano zone permeabili, non chiuse al passaggio».
NUOVE PIANTUMAZIONI
Intanto in questi giorni sono in arrivo 400 alberi che andranno a rimboschire la zona verso Rovagnasco: «Si tratta di alberi già grandi e di specie diverse – spiega il vicesindaco – che verranno posizionati nella zona Marconi» . Si vanno a sommare ai 1.300 piantati nel parco Alhambra nell’ambito del progetto di “Forestazione Urbana per mitigare le isole di calore” di Città Metropolitana con fondi PNRR.

VIA LA RECINZIONE
Nel frattempo continua l’opera di rimozione della recinzione che delimitava i terreni privati ai lati della strada sterrata. Una gran parte è stata tolta (foto sopra), nelle prossime settimane si completerà. «Già togliendo queste reti la sensazione cambia completamente – commenta il vicesindaco – e il paesaggio viene percepito come un tutt’uno ». Un parco che ha segnato un’ epoca e su cui, nei prossimi anni, si scriverà un altro pezzo di storia di Segrate



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