Nate dall’iniziativa di cinque studentesse, oggi competono nel mondiale interuniversitario
Per un pomeriggio, alla Festa di Milano 2 del 17 maggio, Segrate si è sentita in un campus americano. Tra salti, lanci, piramidi umane e coreografie, le cheerleader dell’Università Vita-Salute San Raffaele hanno regalato uno degli spettacoli più sorprendenti della manifestazione. Le “Angels” – così si chiamano tra compagne di squadra – hanno fatto conoscere ai segratesi una disciplina poco diffusa in Italia ma affascinante e complessa: oltre a ritmo e armonia nei movimenti richiede forza, tecnica e una fiducia assoluta in ogni membro della squadra. Lo racconta Edith Di Nuovo, capitana della squadra insieme ad Andrea Mastromauro, che da quattro anni porta i colori dell’ateneo.
«Faccio cheerleading da quando sono entrata all’università. Cercavo un modo per praticare sport e ho partecipato alle selezioni insieme ad alcune amiche. Da allora non ho più smesso e l’anno scorso insieme ad Andrea ho raccolto il testimone delle precedenti capitane che, laureandosi, hanno lasciato la squadra».
Non solo danza
La loro è infatti una squadra universitaria, raccoglie circa 25 atlete iscritte alle facoltà dell’UniSR e rappresenta una delle realtà sportive più consolidate del campus, sotto la guida della responsabile sportiva Agnese Ziliani. Nata nel 2008 dall’iniziativa di cinque studentesse appassionate di questa disciplina, ha compiuto un salto di qualità nel 2016 con l’arrivo di Alexandra Derevianko, prima membro della squadra e oggi allenatrice insieme a Mauro Zanaboni. «Da attività vissuta soprattutto come divertimento è diventata un percorso più strutturato e competitivo. Abbiamo iniziato a studiare davvero il cheerleading e a lavorare sulla preparazione atletica».
Un aspetto importante, perché il cheerleading non è soltanto danza. Al centro ci sono gli “stunt”, le spettacolari figure acrobatiche in cui le atlete si sollevano e si lanciano in aria. «Serve molta forza e una grande preparazione fisica. Noi, ad esempio, soffriamo l’assenza di componenti maschili, che in molte squadre internazionali contribuiscono a realizzare figure ancora più complesse».
Allenamenti e competizioni
Gli allenamenti si svolgono due volte a settimana al centro sportivo Cambini Fossati di Milano e prevedono potenziamento muscolare, esercizi di acrobatica e lavoro sugli stunt. Ogni atleta ha un ruolo preciso: ci sono le basi che offrono sostegno e slanci, le back che garantiscono stabilità e sicurezza delle flyer, le atlete che compiono veri e propri voli e acrobazie in aria. Edith è una “flyer”, la ragazza che viene sollevata e lanciata durante le esibizioni.
Il momento più intenso dell’anno arriva però in autunno, quando la squadra prepara la partecipazione alla World InterUniversities Championship (WIUC), competizione internazionale che vede sfidarsi università di diversi Paesi europei. Nel 2024 le ragazze del San Raffaele hanno conquistato il primo posto nella categoria All Girls, uno dei risultati più prestigiosi della loro storia.
Più di una squadra
Oltre all’aspetto agonistico, c’è qualcosa che rende speciale questa esperienza. «Molte di noi vengono da città diverse e vivono lontano da casa. La squadra diventa una seconda famiglia. Quando c’è un problema sai di poter contare su venti persone pronte ad aiutarti». Un legame che nasce anche dalla fiducia reciproca richiesta durante gli allenamenti: «Negli stunt ognuna dipende dalle altre. Se manca una persona, nessuna figura può essere eseguita».
Tra studio, tirocini e allenamenti, trovare il giusto equilibrio non è sempre semplice. Ma proprio questa sfida, conclude Edith, rende l’esperienza ancora più formativa. E mentre il cheerleading continua a cercare spazio e visibilità in Italia (e Segrate può vantare anche un’altra squadra di questa disciplina) la squadra del San Raffaele dimostra che dietro ogni salto c’è molto più di una coreografia: c’è una comunità che cresce insieme.



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