Ha preso il via il piano del Comune di Segrate per eradicare le nutrie. Previsto l’abbattimento di 100 esemplari. «Ci atteniamo alle direttive regionali e di Città Metropolitana».
Non sono passate inosservate le gabbie dislocate negli ultimi giorni in vari punti di Milano2 , durante le ore serali e notturne. Lo scopo di queste trappole è stato subito chiaro: catturare le nutrie per poi procedere alla eliminazione. Una operazione che ha sollevato pesanti critiche da parte di molti residenti e animalisti, in difesa di questi mammiferi, da sempre al centro di infuocate diatribe tra pro e contro, e di iniziative anche estreme. Gesti, oltre i confini legali, che si sono visti anche in questi giorni con sabotaggi e danni alle attrezzature.
Ma facciamo un passo indietro e partiamo dall’atto amministrativo comunale di aprile 2026 che ha determinato questo intervento. Nel documento si legge che “si rende necessario procedere all’affidamento del servizio di eradicazione delle nutrie presso il quartiere di Milano Due , al fine di contenere la proliferazione della specie, la cui presenza sta progressivamente aumentando, causando criticità e disagi, per i cittadini residenti”.
Si trova riscontro a questa considerazione nel verbale del comitato comprensoriale (l’organo amministrativo del quartiere) di febbraio 2025 in cui si parla di aumento della specie e richiesta di intervento agli enti preposti.
Ed eccoci dunque alla determinazione comunale di aprile che ha affidato l’incarico a una società specializzata in biodisinfestazione che prevede il monitoraggio e cattura mediante gabbie-trappola di circa 100 esemplari, con successiva soppressione “eutanasica tramite gas” entro 24 ore nonché trasporto e smaltimento delle carcasse presso impianti autorizzati, per una spesa totale complessiva di circa 19mila euro.
«Ci tengo a sottolineare che in tutto questo il Comune è un mero esecutore – ha risposto Liva Achilli, neoassessore alla Tutela Animali, alle richieste di chiarimenti del Giornale di Segrate -. Abbiamo raccolto moltissime segnalazioni di residenti, delle scuole e del Comprensorio, che esprimevano preoccupazione per l’aumento di esemplari che invadevano spazi pubblici come i giardini scolastici, e abbiamo agito in ottemperanza alle disposizioni di Regione Lombardia e di Città Metropolitana».



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