In un comunicato gli organizzatori denunciano problemi amministrativi avuti con l’ufficio tecnico che hanno portato allo “slittamento” sotto Milano. La rassegna si svolgerà comunque regolarmente a partire da stasera.
È esploso nelle ultime ore il caso “Parco della Musica Milano“. Un festival musicale di livello internazionale, organizzato da un operatore di grande esperienza come Unipol Arena (lo stesso, per intenderci, che gestisce il più grande teatro al coperto d’Italia), già sperimentato con successo lo scorso anno, si è scontrato con ostacoli burocratici che, negli ultimi concitati mesi, ne hanno messo in discussione lo svolgimento.
Sveliamo subito il finale: la manifestazione si svolgerà regolarmente e prenderà il via stasera, martedì 16 giugno nello stesso posto, o quasi. Perchè, ecco il colpo di scena, non sarà più sotto il comune di Segrate ma, per uno spostamento di soli 100 metri, sotto quello di Milano.
Questo il finale di settimane ad altissima tensione, sfociate oggi, martedì 16 giugno, in un comunicato, durissimo, della società bolognese.
Un muro di ostacoli da Segrate
«Avvisaglie di problemi con l’ufficio tecnico del Comune di Segrate le abbiamo iniziate ad avere negli ultimi tre mesi – spiega al Giornale di Segrate Gualtiero Sabatini, amministratore delegato di Grande Stazione e Unipol Arena – abbiamo coinvolto tecnici di varia natura, urbanisti, professionisti, ma ci siamo scontrati con un muro, senza possibilità di confronto».
«All’origine – mette nero su bianco Sabatini nel comunicato – c’è stato un atto preciso: la dirigente dell’Area Servizi Tecnici del Comune di Segrate ha assimilato un’attività di spettacolo dal vivo — temporanea, stagionale e interamente smontabile — al regime previsto per gli insediamenti stabili, al pari di un palazzo o di un ospedale. Una lettura che ha reso impossibile mantenere la configurazione originaria della rassegna».
La soluzione: spostarsi (di 100 metri) a Milano
A questo punto, a soli 30 giorni dall’inizio della manifestazione, la società ha preso una decisione drastica: spostare tutta la struttura, cioè i due palchi e tutta la strumentazione tecnica, sotto la giurisdizione di Milano e iniziare ex novo l’iter burocratico dei permessi.
«Era l’unica soluzione possibile e per fortuna abbiamo trovato nel Comune di Milano una amministrazione sensibile e attenta che in pochissimo tempo ci ha rilasciato tutti i permessi. Si è trattato – precisa Sabatini – di spostare il palco grande, quello che noi chiamiamo Arena, di soli 72 metri e il piccolo (Garden) di qualche centinaio di metri».
Due date annullate e due riprogrammate
Un “trasloco” dell’ultim’ora che però ha comportato la cancellazione o riprogrammazione di alcune date: «Per ragioni tecniche e logistiche relative al palco Garden abbiamo dovuto fare dei cambiamenti nella programmazione su quattro appuntamenti» spiega l’amministratore delegato. I concerti di The Flaming Lips e TLC/Redman sono stati cancellati. Gli show di A Day To Remember e Garbage sono stati riprogrammati presso il Fabrique e l’Alcatraz di Milano. «Il primo pensiero va a chi quei concerti li aspettava da mesi – commenta Sabatini -. Sappiamo cosa significa, e ci dispiace sinceramente».
Cancellazioni e riprogrammazioni che significano, prima di tutto, perdite: «Ci tuteleremo in tutte le sedi opportune, anche per il grave danno economico subìto – dichiara nel comunicato l’ad -. Quel che più conta, però, è che la rassegna si svolgerà regolarmente».
Su Segrate solo l’impatto viabilistico
Da quest’anno dunque il Parco della Musica è a Milano, non più a Segrate, anche se di fatto si trova nello stesso posto. Su Segrate resta il carico di traffico e presenze che i 19 concerti in programma inevitabilmente porteranno, anche se, con la gestione messa in campo già lo scorso anno, non aveva causato particolari disagi al quartiere.
La delusione del comitato di quartiere
“Novegro continuerà inevitabilmente a convivere con gran parte delle criticità legate alla mobilità e al traffico generate dagli eventi, per la naturale vicinanza all’area interessata, ma rischia di raccogliere una quota molto limitata dei benefici, che potrebbero concentrarsi prevalentemente su Milano, sia in termini di immagine sia di ritorni economici e strategici – commenta il Comitato Vivere Novegro. Si era parlato, nell’ambito di una possibile collaborazione tra l’operatore e l’Amministrazione comunale, anche della realizzazione di strutture culturali permanenti, come un teatro stabile, nuovi servizi, attività commerciali, opportunità occupazionali e investimenti capaci di trasformare Novegro da quartiere di servizio dell’aeroporto a quartiere residenziale, culturale e attrattivo. Oggi queste prospettive appaiono meno definite”.
E aggiunge la richiesta di chiarimenti indirizzata all’amministrazione comunale: “I cittadini chiedono oggi di comprendere quali siano stati i reali impedimenti che hanno reso impossibile mantenere il progetto nel territorio di Segrate. Il Comitato Vivere Novegro, che aveva visto nel Parco della Musica una concreta opportunità di sviluppo per l’intero quartiere, si chiede oggi quali saranno i prossimi sviluppi e quali iniziative verranno messe in campo affinché Novegro non resti soltanto il quartiere chiamato a gestire le criticità, ma possa finalmente partecipare anche ai benefici delle trasformazioni che interessano il territorio”.



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