Emergenza smog. Salta il Falò di Sant’Antonio

Il falò dello scorso anno, tradizione del quartiere di Rovagnasco e di tutta Segrate

La tregua dovrebbe arrivare sabato, assieme alla pioggia. Precipitazioni scarse, ma forse sufficienti ad allentare la morsa dello smog su Milano e provincia. Il decimo giorno consecutivo di sforamento dei limiti di pm10 nell’aria, mercoledì, ha portato con sè una nuova stretta sui divieti previsti dal “Piano aria” di Regione Lombardia. A farne le spese non solo i proprietari dei veicoli diesel più inquinanti (fermi ai box, da ieri, non solo i mezzi privati ma anche quelli commerciali fino a euro 4, dalle 8.30 alle 12.30, inclusi festivi), ma anche… le tradizioni.

Il Comune, d’accordo con l’associazione “Il Quartiere”, ha annullato il Falò di Sant’Antonio, storico appuntamento anche a Segrate dove da 35 anni si celebra il 17 gennaio (quest’anno il falò era previsto il 18) con una pira nei campi di via Manzoni.

«La salute prima di tutto – spiega il sindaco Micheli – i livelli d’inquinamento hanno superato le soglie di guardia da parecchi giorni e quindi non è consentita la diffusione di nuove polveri nell’aria, una questione oltre che di normative regionali che vietano l’accensione di falò, anche di buonsenso». Solo un rinvio, assicura il primo cittadino (“Sono certo che Sant’Antonio Abate capirà e apprezzerà, ci riaggiorniamo sulla nuova data, quando l’emergenza smog sarà passata”, dice). Lo conferma anche Paolo Melchior, presidente dell’associazione “Il Quartiere”. «Il falò non è solo una tradizione, ma anche una festa utile a raccogliere fondi per il carnevale, che organizziamo ogni anno per i bambini di Segrate – spiega – era doveroso fermarsi vista l’emergenza, ma appena il meteo ce lo consentirà recupereremo… grazie alla famiglia Sirtori che nonostante i disagi non ci fa mancare il suo appoggio mettendo a disposizione i suoi terreni e il materiale».

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